“Non sempre accorpamento è sinonimo di maggiore efficienza”

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LUCCA – In seguito al progetto di riordino del Corpo Nazionale fortemente voluto dall’amministrazione e condiviso dai “sindacati firmaioli” è per i Vigili del Fuoco un taglio con la scure dato che la riduzione e la chiusura di sedi e nuclei sarà particolarmente pesante per la regione Toscana. Ad affermarlo sono i pompieri dell’ USB VVF.

“Infatti – si legge nella nota  – oltre alle già denunciate chiusure del Nucleo Sommozzatori di Grosseto che garantisce sicurezza in mare a tutto l’arcipelago Toscano, all’isola d’Elba e Giglio, oltre 220 Km. di costa ad alta attrazione turistica, una delle zone a più alto rischio di incidente subacqueo di tutta Italia, oltre alla consistente riduzione del Nucleo Sommozzatori di Livorno; il riordino prevede anche un taglio netto del 30% di personale a Viareggio con la riduzione da 78 a 54 vigili in un area come quella della Versilia a forte rischio idrogeologico e antropico, riduzione marcata anche per il Nucleo Portuale di Livorno che perde uomini e motobarche antincendio in uno dei porti con maggior traffico merci e idrocarburi in Italia. Abbiamo anche già denunciato la situazione critica che si viene a creare nella parte nord della regione, a nord-ovest di Firenze e fino agli appennini dove, in un area dove oltre ad industrie ad alto rischio nella zona di Calenzano (ENI e Manetti) abbiamo la variante di valico della autostrada A1 con numerose tratte in galleria e la TAV, l’Alta Velocità ferroviaria con 6 gallerie di cui 2 di oltre 15 km. di lunghezza, ebbene in questo territorio che va da nord di Firenze fino a Bologna non ci sono sedi permanenti di Vigili del Fuoco ma solo sedi di volontari non sempre attive. Ad aggiungersi a questa serie impressionante di tagli al dispositivo di soccorso, che inevitabilmente si ripercuoteranno sulla cittadinanza e speriamo di non dover recriminare sulla ennesima tragedia annunciata oramai di routine in questo strano paese, adesso c’è addirittura un taglio nel taglio dato che la Direzione Toscana dei Vigili del Fuoco ha pensato di voler chiudere anche il Centro TLC (Telecomunicazioni) di Lucca, da sempre attivo insieme a quello di Firenze per le esigenze di copertura delle comunicazioni radio delle squadre Vigilfuoco che operano in Toscana. La scusa è sempre la stessa, la razionalizzazione dei costi. Ma sappiamo benissimo che accentrando le competenze i costi di solito aumentano e non c’è mai una statistica successiva dove si misurano i risparmi, e poi stiamo parlando del soccorso urgente che i Vigili del Fuoco portano alla popolazione dove secondo noi non si può risparmiare sulla pelle dei cittadini. Il Centro TLC Toscana con sede a Lucca copre oggi le provincie di Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno e Grosseto isole comprese, gestisce circa 30 ponti radio che garantiscono uno standard efficiente di comunicazioni radio alle squadre dei Vigili del Fuoco impegnati in soccorso ordinario e nelle calamità, oltre ad un sistema di comunicazione dati e georeferenziazione, ponti radio utilizzati da circa 5000 apparati radio veicolari. Tutto ciò con un organico di soli 5 lavoratori che adesso vedono messa a rischio la loro professionalità con un possibile smembramento del Nucleo di Lucca che determinerà un sicuro sovraccarico di competenze al Centro TLC di Firenze anch’esso già sotto organico. Per non parlare dei costi dato che il personale si dovrà necessariamente muovere con uomini e mezzi da Firenze per raggiungere le zone costiere e le isole dell’arcipelago toscano. Il progetto di riordino altro non è che una fotografia sbiadita dell’esistente dove si certifica il fallimento di anni di improvvisazioni che hanno relegato la componente fondamentale in Italia, per professionalità, passione, spirito di sacrificio, del sistema di soccorso tecnico come lo sono i Vigili del Fuoco che in ogni occasione si sono dimostrati sempre all’altezza della situazione, e purtroppo in Italia gli eventi non sono mancati, relegati dicevamo a gestire un sistema di soccorso non all’altezza di un paese industrializzato ed Europeo. In Europa la media è di 1 Vigile del Fuoco ogni 1000 abitanti, in Italia siamo oramai ad 1 ogni 15.000, 28.000 VVF in Italia, (Francia 250.000 , Germania 1.300.000), relegando la prevenzione agli ultimi posti dell’interesse nazionale, salvo poi ricredersi e giurare che non accadrà più dopo che qualche tragico evento che, purtroppo, colpisce periodicamente la nostra nazione. Completamente accantonato il progetto di circa 20 anni fa che prevedeva un tempo ragionevole per poter portare il soccorso professionista dei VVF in un limite di 20 minuti. L’idea che tagliare un po’ di uomini, forzare il turn-over, tagliare su formazione, automezzi ed investimenti su attrezzature crei un risparmio alle casse dello stato è una strategia sbagliata e che provocherà solo danni e tragedie. Non viene invece minimamente toccata la parte centralista del Corpo Nazionale, quella potente struttura prefettizia che consuma il 20% delle risorse di tutti i Vigili del Fuoco d’Italia”.

Come sindacato di base continueremo la denuncia e la nostra ferma opposizione a questo sciagurato progetto di riordino a fianco dei lavoratori Vigilfuoco, unico sindacato di categoria che non ha firmato il progetto di riordino dell’amministrazione centrale.

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