Non si fermano all’alt, fuggono e si tuffano in Arno: ripescati e arrestati

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PISA – All’alt dei Carabinieri abbandonano l’auto e si danno alla fuga. Uno viene raggiunto e bloccato ad alcuni isolati di distanza dopo un lungo inseguimento a piedi  mentre tenta di salire sul tetto di un’abitazione. Gli altri due, dopo una lunga corsa sugli argini dell’Arno, vistisi braccati, si tuffano nel fiume, dal quale vengono ripescati sempre dai militari che li raggiungono su un gommone dei Vigili del Fuoco.

I tre giovani nomadi, resisi responsabili di diversi furti su camper di turisti stranieri, sono stati arrestati dai militari dell’Arma e sono state recuperate e restituite ai proprietari 10 valige da viaggio contenenti effetti personali, tablet, telefoni cellulari e valori. Nei giorni erano stati denunciati nel capoluogo almeno 50 furti su camper e auto in sosta.

Dopo settimane di denunce di furto su camper ed autovetture principalmente appartenenti a turisti stranieri, e dopo numerosi servizi mirati per cercare di catturare gli autori di questi reati,  nel pomeriggio di ieri una pattuglia  notava un’autovettura sospetta, marca Opel Vectra di colore grigio, con a bordo tre persone le quali, alla vista dell’equipaggio, aprivano le portiere lato opposto a dove si era fermata l’autoradio e si davano alla fuga in direzione Ponte Solferino.

Prontamente uno dei militari si metteva all’inseguimento dei tre fuggitivi i quali trovandosi davanti un’altra pattuglia dei Carabinieri si dividevano, e uno dei tre entrava nel vicolo Balduinetti mentre gli altri due scavalcavano la spalletta del fiume Arno e si gettavano prima sull’argine e poi dentro il fiume e a nuoto tentavano di andare verso il Lungarno Simonelli. Ad un tratto però i due che nuotavano, a metà dell’Arno, annaspavano e quindi tornavano indietro raggiungendo la sponda da dove si erano buttati, dove nel frattempo un Appuntato era salito a bordo di un gommone dei  Vigili del Fuoco, che quasi immediatamente, allertati dai Carabinieri, si sono precipitati sul posto con tutte le attrezzature adeguate.

Mentre in un primo momento si erano perse le tracce dell’uomo rimasto sulla terraferma, un Brigadiere del Nucleo Radiomobile,  libero dal servizio, notava una persona correre in via Niosi e unitamente ad una pattuglia avvisata nel frattempo,

il soggetto veniva ammanettato.

Contemporaneamente, i due lanciatisi nel fiume, si dirigevano a nuoto verso la metà del fiume, dove nel frattempo era sopraggiunto il battello turistico il cui personale dipendente li faceva salire a bordo.

A quel punto un carabiniere intimava al personale del battello di portarsi allo scalo dei Canottieri per consentire la loro cattura. Ad un certo punto però il battello invertiva la rotta e si dirigeva nuovamente verso Ponte di Mezzo e nel tratto percorso accostava sulla sponda sinistra del fiume e i due scendevano e rientravano in acqua sempre tenuti a vista cercando di poter risalire sulla vegetazione e poi sulle spallette.

Tutto il personale impegnato nella cattura, con ausilio di due volanti della Questura e altri militari giunti in rinforzo dalla caserma, si prodigavano per tenere sotto controllo entrambe le sponde del fiume Arno del tratto dove si erano rifugiati i due fuggiaschi.

A questo punto, i due fuggiaschi, ormai braccati, venivano individuati.

Nella zona si era creato un numeroso “pubblico” formato sia da cittadini stranieri che da italiani, i quali hanno sempre dato indicazioni ai militari sugli spostamenti dei due in acqua.

Con non poca difficoltà, l’appuntato sul gommone dei vigili del fuoco, unitamente a questi ultimi, faceva salire i due a bordo del gommone, riuscendo a bloccarli e a portarli fino allo Scalo dei Canottieri dove nel frattempo giungevano tutti i militari impegnati nella ricerche che apponevano le manette di sicurezza ai due e li portavano in sede.

I cittadini radunatisi sul posto in gran numero, probabilmente stanchi dei continui furti sui mezzi parcheggiati sui Lungarni, volevano “farsi giustizia” da soli arrivando minacciosamente, con urli ed insulti, vicino ai finestrini delle autoradio di servizio per cercare di raggiungere i due fermati.      Nella perquisizione dell’auto con cui i tre fermati erano giunti in zona emergeva che all’interno della stessa, dietro nel portabagagli, vi erano  varie valigie tutte oggetto di furti commessi poco prima su tre auto e un camper, veicoli ai quali i ladri avevano sfondato il vetro. I turisti, giunti in caserma, hanno riconosciuto tutta la merce che è stata restituita.

La perquisizione veicolare permetteva inoltre di rinvenire, occultati in un vano sotto lo stereo, alcuni oggetti atti all’effrazione, mentre altri arnesi da scasso venivano trovati occultati nel vano porta kit di pronto soccorso, all’interno del porta bagagli dell’autovettura.

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I tre arrestati, tutti nomadi del campo di Coltano, sono risultati senza un lavoro regolare e formalmente nullatenenti. L’A.G. ha disposto la traduzione dei tre al carcere “Don Bosco”, in attesa della convalida.

Un duro colpo ai “topi d’auto” che nell’ultimo periodo hanno letteralmente “razziato” le vie di maggior afflusso turistico, inserito in una più ampia strategia di contrasto ai reati predatori, considerata prioritaria da parte del Comando provinciale dei Carabinieri.

 

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