Nuova legge regionale sulle aree protette, attenzione alle sanzioni raddoppiate

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È entrata in vigore il 9 aprile, dopo la pubblicazione su Bollettino ufficiale della Regione Toscana, la nuova legge sulle aree protette (n. 30 del 19 marzo 2015), che ridefinisce le norme per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico-ambientale regionale” e introduce modifiche alle leggi di istituzione dei parchi regionali.

La nuova legge appare quasi un testo unico ambientale in quanto per la prima volta disciplina in modo coordinato i vari aspetti del sistema regionale delle aree protette e della biodiversità – composto da tre parchi regionali, tra cui appunto il Parco naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, dalle altre aree protette di livello sub regionale e dai siti della Rete Natura 2000 (Siti di Importanza Comunitaria e Zone di Protezione Speciale) – ovvero una porzione di territorio che copre nel complesso all’incirca il 17% della superficie regionale. Tra le molteplici novità, la legge detta disposizioni per il riconoscimento e la valorizzazione della geodiversità, per gli alberi monumentali, per le valutazioni d’incidenza e per il servizio volontario di vigilanza ambientale svolto dalle Guardie ambientali volontarie (Gav).

Quale ulteriore elemento di novità, e di sicuro impatto, la nuova legge introduce sanzioni più severe per le violazioni alle regole in vigore nell’area protetta, raddoppiando di fatto quelle precedenti, spingendosi fino ad un importo massimo di 6.000 euro ed introducendo sanzioni anche per le violazioni alle normative europee di Natura 2000.

L’Ente Parco, chiamato a far rispettare tali regole tramite le Guardie del Parco (aiutate dalle GAV) e con la collaborazione del Corpo Forestale dello Stato, raccomanda dunque ancora più attenzione da parte di tutti al rispetto delle misure di tutela vigenti nell’area protetta. Come sempre, chi deve temere non è tanto chi agisce in buona fede ma sono coloro che – e sono purtroppo sempre più numerosi – considerano l’ambiente come qualcosa che non merita protezione e lo danneggia per interessi personali e per speculazioni. Verso tali soggetti, il Parco ha da oggi uno strumento sanzionatorio ancora più efficace

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