Nuovi gruppi di centro destra a Grosseto e Arezzo

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di Cristina Gimignani – “Chi rompe paga e i cocci sono suoi”, diceva un vecchio proverbio. Ma mentre un tempo, le fratture politiche portavano a profonde lacerazioni nella maggioranza, oggi le scissioni fanno meno impressione e rimangono nell’alveo della legittimità.

Niente scossoni, dunque, per Antonfrancesco Vivarelli Colonna, il sindaco di Grosseto che la scorsa primavera ha vinto a mani basse contro il candidato del centrosinistra. Ma dopo Pierfrancesco Angelini, eletto in Fratelli d’Italia e subito passato alla Lega nord e Gino Tornusciolo, dell’associazione culturale Deceris vicina a Casa Pound, recentemente approdato al gruppo misto,è ora la volta di Pasquale Virciglio , campione di preferenze che lascia Forza Italia per approdare anche lui al misto, di cui per sei mesi sarà capogruppo: “ Seguiremo con Gino una logica di rotazione.- Dice Virciglio- sei mesi sarò capo gruppo io e sei mesi lui. La politica, è per me un’esperienza umana significativa e un’avventura nuova. Sono un medico, un chirurgo, abituato a prendere decisioni rapide: al netto della stima per Silvio Berlusconi, ho deciso di lasciare il partito, perché non mi riconoscevo più nei metodi adottati per la gestione del territorio. Io credo, che ogni decisione debba essere presa alla luce di un profondo dibattito interno, tenendo sempre presente la magia del fare a cui il cavaliere ci aveva abituato. Io, non ce l’ho con nessuno ed esco nel totale appoggio al sindaco Vivarelli Colonna e alla maggioranza in cui ho profondamente creduto e combattuto per farla eleggere.”

Situazione fotocopia con Arezzo, dove Roberto Breda Bardelli è uscito da forza italia con tutte le sue 268 preferenze per approdare al misto, ribadendo la sua fedeltà al sindaco Ghinelli

“Ho deciso d’intraprendere un percorso autonomo, perché non mi sentivo sufficientemente coinvolto nelle scelte del partito. Inoltre, data la mia vicinanza con Casa Pound, ero finito per sentirmi ospite in casa mia”

Dopo la rincorsa alla destra degli anni ’90, assistiamo oggi al processo inverso, al tentativo d’isolare chi non viene da un percorso centrista?

E come gestire una compagine in cui, una volta raggiunta la tanto agognata vittoria, si rincorrono liti e personalismi che nulla hanno a che vedere con la politica e molto a che spartire con le utilità personali?

In Maremma, voci presto smentite davano per certa una trattativa in corso sul futuro del comune di Campagnatico, aperta con esponenti vicini al centro sinistra e pronti al salto della quaglia con il centro destra: sempre secondo questi rumors, un consigliere sarebbe dovuto diventare assessore nel paese maremmano, per lasciare il posto in consiglio comunale in città al suo successore, allargando di fatto lo schieramento e relegando la destra nell’angolo a vantaggio di una nuova maggioranza rosè.

Ma il maldestro pastrocchio, è naufragato prima di iniziare e il buonsenso ha vinto.

Vero è che, proprio per Grosseto, si vive una diatriba sollevata dall’opposizione per la mancanza di una donna in giunta e si attende a giorni il pronunciamento del presidente della Repubblica.

Altero Matteoli, alla cui fondazione delle libertà Pasquale Virciglio ha aderito, ha aperto le porte per organizzare dibattiti e confronti politici su tutto il territorio di area vasta, allo scopo di raggiungere un’unificazione politica, oltre che amministrativa e partitocratica di tutto il centro destra.

Sì, perché è proprio “la politica”, la grande assente dei partiti di oggi, schiacciati spesso sotto una gestione padronale totalmente priva di casse di compensazione tra società civile, esecutivi ed eletti.

“ Nel gruppo misto da oggi saremo in due- dice Gino Tornusciolo-ma mi sento in sintonia con tutti gli altri consiglieri di maggioranza. Il mio, è ormai un percorso all’ombra sia di esperienze romane, che sul territorio , con lo sguardo rivolto alla difesa del nostro paese attraverso le teorie sovraniste che mi sento di sposare in pieno”

E sarà proprio questa, la sfida del futuro?

Ossia quella tra partiti sovranisti che rivendicano un ruolo forte del proprio paese e la difesa delle sue frontiere, contro il mondialismo e l’allargamento dell’accoglienza?

Chi vivrà, vedrà: certo è che, con il cambiamento della leadership negli Stati Uniti, la politica estera, subirà profondi mutamenti.

Ma Ghinelli e Vivarelli Colonna possono stare tranquilli : i nuovi gruppi, ribadiscono l’assoluta fedeltà ai sindaci e la palla, ora passa ai tavoli politici.

Buon proseguimento.

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