Olio contraffatto, sequestrate 4mila bottiglie

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SIENA – Il Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Siena, ha posto sotto sequestro 4.000 bottiglie di olio extra vergine di oliva contraffatte, pari a 30 quintali di prodotto, commercializzate in oltre cento punti vendita di un noto marchio appartenente alla grande distribuzione organizzata, presente in Toscana ed Umbria.
Le attività investigative della Forestale hanno avuto origine a seguito della segnalazione di un consumatore, il quale si è accorto che la bottiglia di olio acquistata in un Supermercato di Chiusi (SI), presentava, sotto all’etichetta originale, un’ulteriore etichetta in lingua tedesca, riferita ad una partita di olio diversa, destinata al mercato della Germania. L’olio in questione, di origine “comunitaria”, imbottigliato e commercializzato da un’azienda stabilita in provincia di Firenze, veniva venduto in promozione ad un prezzo molto basso nell’ambito della grande distribuzione.
La Società responsabile della distribuzione, estranea alla vicenda, ha provveduto all’immediato ritiro dal mercato del prodotto, mettendosi a disposizione del Corpo forestale dello Stato per le verifiche del caso.
All’esito degli accertamenti di polizia giudiziaria le 4.000 bottiglie di olio extra vergine di oliva, parte rimanente di una commessa costituita da quasi 20.000 unità di vendita, sono state sottoposte sia a sequestro probatorio che a sequestro preventivo, disposto dal GIP di Siena, onde impedirne la commercializzazione.
E’ stata, inoltre, effettuata un’attività tecnica di campionamento, finalizzata a verificare le caratteristiche merceologiche dell’olio.
Il titolare dell’azienda che ha imbottigliato e commercializzato l’olio è stato deferito all’Autorità Giudiziaria di Siena per ipotesi di reato di frode nell’esercizio del commercio e la società sottoposta ad indagine per illecito amministrativo dipendente da reato ai sensi del Decreto legislativo n. 231/01.
Proseguono in questi giorni ulteriori accertamenti sulla tracciabilità del prodotto, disposti dal Sost. Proc. Aldo Natalini della Procura della Repubblica di Siena, titolare dell’indagine, finalizzati ad accertare eventuali altri profili di responsabilità e la latitudine dell’ipotizzato fenomeno frodatorio.

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