Omesso versamento di IVA, sequestrati denaro, titoli e un appartamento

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LIVORNO – Nei giorni scorsi, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Livorno hanno dato esecuzione, su ordine della Procura della Repubblica labronica, ad un’ordinanza – emessa dal G.I.P. del locale Tribunale Marco Sacquegna – finalizzato al sequestro preventivo di denaro e beni, riconducibili ad una società cooperativa, ubicata a Rosignano Marittimo (esercente attività di movimento merci, con un volume d’affari di circa 3 milioni di euro), nonché al suo rappresentante legale,  soggetto settantenne residente a Livorno.

L’attività scaturisce da un controllo automatizzato dell’Agenzia delle Entrate che aveva riscontrato, per l’anno d’imposta 2013, l’omesso versamento dell’IVA da parte della società cooperativa per circa 330 mila euro, con il superamento della soglia di punibilità prevista per il relativo reato fiscale e la segnalazione alla locale Procura della Repubblica del suo rappresentante legale.

Di conseguenza, in sede di esecuzione del provvedimento dell’Autorità Giudiziaria (PM Massimo Mannucci), militari del Nucleo di Polizia Tributaria hanno provveduto a ricostruire le disponibilità finanziarie e la situazione patrimoniale della società e dell’indagato, sottoponendo a vincolo cautelativo disponibilità finanziarie della cooperativa (in particolare, denaro e titoli), nonché un appartamento di oltre 130 metri quadrati (ubicato a Livorno) di proprietà del rappresentante legale, sino a concorrenza dell’imposta evasa.

L’attività eseguita è il risultato del rafforzamento delle sinergie operative sviluppatesi tra la locale Procura della Repubblica, la Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate e i Reparti operativi del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, anche a seguito dell’accordo di collaborazione, siglato il 4 dicembre 2013, tra Procura Generale della Repubblica, le Procure della Repubblica del Distretto della Corte di Appello di Firenze e la Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate.

La collaborazione instaurata, infatti, ha consentito di velocizzare il flusso di comunicazioni tra le diverse Autorità e il conseguente sviluppo degli accertamenti patrimoniali, restringendo i tempi di esecuzione delle misure cautelari, con l’obiettivo di recuperare le imposte evase.

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