Oneri aggiuntivi ai costi energetici delle cartiere, la Provincia dice no

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Il consiglio provinciale di Lucca dice ‘no’ all’introduzione di oneri fiscali aggiuntivi introdotti dal Governo per i costi dell’energia a carico delle aziende del Distretto cartario di Lucca che comprende 12 Comuni del territorio.

Nel corso dell’ultima seduta del consiglio provinciale, infatti, l’assemblea ha approvato all’unanimità una mozione presentata dal consigliere Gabriele Brunini (Moderati della Lucchesia), in cui si fa appello al Governo affinché riveda i recenti provvedimenti adottati in materia e ritenuti fortemente penalizzanti per le numerose aziende del comparto cartario e cartotecnico, che rappresentano l’asse portante del settore industriale provinciale.

Nel documento approvato dall’assise di Palazzo Ducale si ricorda che l’industria cartaria, al pari di tutti gli altri comparti industriali, è fortemente penalizzata in Italia dagli alti costi dell’energia: tre volte quelli tedeschi, due volte quelli francesi, tanto da incidere sul valore aggiunto dell’industria cartaria del 35%. A parità di condizioni si stima che in Italia il costo dell’energia (per le aziende energivore) sia di circa 130€/Mwh comprensivo degli oneri contro i 60 euro della Francia e i 50 della Germania.

“Gli oneri aggiuntivi applicati dal Governo – spiega Brunini – aggravano il problema dei costi dell’energia delle aziende italiane che sono già altissimi e ne minano la competitività con ricadute negative sul piano occupazionale che non possiamo permetterci”.

A dare manforte ai contenuti e alle istanze della mozione è l’assessore provinciale allo sviluppo economico Francesco Bambini che afferma. “Aggiungere ulteriori oneri a costi già effettivamente più alti rispetto a quelli di altri Paesi europei è traducibile in un vero e proprio autogol per la competitività del sistema produttivo del paese. Senza contare che la tassa aggiuntiva riguarda le aziende cartarie che producono energia in proprio e che, a tal fine, hanno effettuato sostanziosi investimenti per la realizzazione di impianti di autoproduzione”.

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