Operazione Santo Domingo, 5 in carcere per rapine e estorsioni: arresti tra Lucca, Pisa, Firenze e Savona

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LUCCA – Nel corso di un’operazione denominata Santo Domingo che si è svolta tra le province di Lucca, Pisa, Firenze e Savona, i Carabinieri del Comando Provinciale di Lucca, coadiuvati dai comandi Arma territorialmente competenti, hanno dato esecuzione a 5 provvedimenti di custodia cautelare in carcere emessi dal GIP del Tribunale di Lucca Giuseppe Pezzuti ed altrettante perquisizioni domiciliari. I reati contestati sono quelli di rapina aggravata e estorisone, per due rapine commesse all’interno dell’abitazione di una coppia di coniugi (muratore lui, estetista lei) residenti a Capannori e le successive richieste estorsive poste in essere nei loro confr

L’indagine condotta dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Lucca e dalla Stazione CC di Capannori, sotto la direzione del pm Antonio Mariotti della Procura di Lucca, ha avuto inizio solo molto tempo dopo che le rapine erano state consumate (poiché inizialmente non denunciate dalle vittime per timore di ritorsione), allorquando le stesse si sono sentite esasperate dalle richieste estorsive sempre più pressanti.

La prima rapina, infatti, è stata perpetrata nel marzo dello scorso anno, allorché più individui a volto scoperto che parlavano con accento spagnolo, si sono introdotti nell’abitazione della coppia ed alla loro presenza e quella dei propri figli minori, dopo averli colpiti con schiaffi, sotto la minaccia di una pistola si sono fatti consegnare la somma di 5.000 euro.

La seconda rapina, invece, è stata consumata nel mese di giugno dello scorso anno e gli stessi soggetti, dopo aver sorpreso l’uomo appena fuori casa lo hanno costretto a rientrare e brandendo una mazza ed una bottiglia contenente liquido presumibilmente infiammabile, alla presenza della donna e dei figli, avevano minacciato di dare fuoco alla casa stessa, facendosi così consegnare altri 6.000 euro in contanti e vari oggetti in oro, per poi fuggire a bordo di una audi grigia che è successivamente risultata in uso ad uno dei soggetti arrestati.

Le indicazioni fornite dalle vittime (descrizione dei rapinatori, autovettura con cui sono fuggiti), le attività tecniche poste in essere, le perquisizioni effettuate nel corso dell’indagine, hanno consentito di scoprire i colpevoli, riconosciuti anche mediante individuazione fotografica: i tre dominicani che sono stati gli autori materiali delle rapine, dietro pagamento di un compenso, il Meucci e la Nervo che sono invece i mandanti delle stesse, commissionate forse per qualcosa accaduto in precedenza, atteso che la vittima ed i due si erano conosciuti tempo addietro nella Repubblica Dominicana ove avevano vissuto per un certo periodo.

Qualche tempo dopo, inoltre, le vittime sono state nuovamente “contattate” dalla banda ed a seguito di diverse minacce, costrette ad effettuare in più occasioni versamenti attraverso il circuito “money-gram” per un totale di 3.000 euro. La richiesta di ulteriori 5.000 euro avvenuta alcuni mesi dopo, ha portato le stesse alla decisione di non pagare più.

Le persone colpite da provvedimenti sono Andrea Meucci, Francesca Nervo, Teofilo Garcia Escano, Jose’ Antonio Peguero Quezada e Eugenio Montero Montero.

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