Operazione “Santo Domingo”, Meucci e Nervo tornano in carcere come mandanti di rapine ai danni di una coppia

LUCCA – Operazione “Santo Domingo”, tornano in carcere i mandanti delle rapine ai danni di una coppia di Capannori

I militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Lucca hanno eseguito, sabato scorso, due distinti ordini di esecuzione, disposti dall’Ufficio Esecuzioni Penali del Tribunale di Lucca nei confronti di Andrea Meucci e Francesca Nervo, ritenuti i mandanti di due rapine aggravate, avvenute a marzo e a giugno del 2016, ai danni di una coppia di Capannori, colpi materialmente eseguiti da tre uomini di origine dominicana.

I due, rintracciati lui a Empoli e lei a Montopoli Val d’Arno (PI), sono stati entrambi condannati, dal Tribunale di Lucca, con pena patteggiata a 2 anni e 2 mesi di reclusione e 600 euro di multa per la duplice rapina. Considerato il periodo di carcerazione preventiva a cui sono stati sottoposti, entrambi dovranno scontare in carcere la pena residua di 1 anno, 9 mesi e 29 giorni.

I fatti che hanno dato origine al provvedimento giudiziario sono stati accertati nel corso dell’indagine “Santo Domingo” , condotta dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Lucca e diretta dalla locale Procura della Repubblica.

Come si ricorderà, l’operazione terminò il 20 giugno dell’anno scorso con l’arresto, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Lucca Giuseppe PezzutiI, dei due mandanti e dei tre esecutori materiali (Garcia Escano Teofilo, trentaquattrenne operaio, residente a Savona; Peguero Quezaza Jose’ Antonio trentunenne operaio, residente a Cairo Montenotte (SV) e Montero Montero Eugenio, trentatreenne operaio, residente a Savona).

I tre dominicani, su indicazioni della coppia Meucci – Nervo che conoscevano le vittime, per ben due volte fecero irruzione (tra marzo e giugno del 2016) nell’abitazione della coppia di coniugi (muratore lui, estetista lei) residenti a Capannori (LU), alla presenza peraltro dei figli minori di questi, facendosi consegnare complessivamente circa 11.000 euro, sotto varie minacce, tra cui quella di dare fuoco alla casa qualora non avessero consegnato il denaro.

Le indicazioni fornite dalle vittime (descrizione dei rapinatori, autovettura usata per la fuga), le attività tecniche poste in essere, le perquisizioni effettuate nel corso dell’indagine, consentirono di identificare i colpevoli, riconosciuti anche mediante individuazione fotografica: i tre dominicani quali autori materiali, dietro pagamento di un compenso, il Meucci e la Nervo quali mandanti delle rapine commissionate, forse, per qualche conto in sospeso, dai tempi in cui una delle vittime e i mandanti si erano conosciuti nella Repubblica Dominicana ove avevano vissuto per un certo periodo.