Operazione Silenzio, droga a fiumi

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LIVORNO – Lo scorso 17 gennaio il Tribunale di Livorno, a seguito del processo con rito abbreviato, su richiesta del P.M. emetteva svariate condanne.
Trattasi dell’operazione “Silenzio”, ovvero il compendio di lunghe e laboriose indagini, tecniche e di tipo tradizionale, intraprese dalla Squadra Mobile di Livorno, a partire dall’anno 2009 all’anno 2012, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Livorno, sul fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, eroina, marijuana e pasticche MDMA.
Durante il processo infatti, sono stati contestati ai 23 imputati, a vario titolo, i reati di: detenzione e spaccio, continuati, in concorso di stupefacenti del tipo cocaina, eroina, marijuana e pasticche MDMA, nonché rapina aggravata, detenzione e porto, illegali, di armi comuni da sparo.
L’ indagine dimostrava l’esistenza in Livorno di una continua attività criminale, da parte di albanesi, italiani e tunisini, dediti, in concorso tra di loro, all’approvvigionamento ed al successivo smercio, a Livorno e provincia, di cospicui quantitativi di cocaina, eroina e marijuana,da un minimo di 500 grammi a svariati chili.
Durante l’indagine infatti, venivano effettuati 7 arresti in flagranza di reato nei confronti di soggetti sorpresi in possesso di stupefacente e di 2 armi da sparo, di cui una provento di furto e l’altra clandestina, con il complessivo sequestro di:  633 grammi di cocaina, 1 chilo e 900 grammi di eroina e 980 grammi di marijuana.
Nel corso della presente operazione, veniva altresì sequestrato preventivamente, una villetta a schiera, sito in Castell’Anselmo, frazione di Collesalvetti, di proprietà di un imputato, per manifesta sproporzione tra il valore dell’immobile rispetto ai redditi dichiarati, ritenendo che lo stesso fosse stato acquistato proprio con i proventi illeciti dello spaccio di stupefacenti. Tale ipotesi accusatoria, ha trovato conferma nell’attuale sentenza, in quanto il Giudice ha disposto la confisca dell’ immobile.
L’operazione in questione ha permesso di smantellare un’importante organizzazione criminale, dedita al traffico di ingenti quantitativi di stupefacenti, permettendo di assicurare alla giustizia personaggi malavitosi, con elevata indole delinquenziale, che non esitavano ad utilizzare armi ed altre forme di coercizione fisica, per aggiudicarsi l’indiscusso predominio sull’attività dello spaccio di droga nella città labronica, concludendosi con l’emissione, da parte del Giudice di condanne per un totale di quasi 100 anni di reclusione.

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