Patto Gentiloni-Rossi: 300 milioni per la Toscana

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FIRENZE (di Marta Del Nero) – Il 13 aprile, il Premier Paolo Gentiloni e il Governatore della Toscana Enrico Rossi si sono incontrati a Palazzo Chigi per discutere sulla firma di un accordo Governo-Regione da 300 milioni.

Il patto, nato da un lungo lavoro compiuto da ministri e assessori degli uffici governativi e regionali, risulta finalizzato alla promozione di nuovi investimenti soprattutto nei settori viabilità e difesa del suolo. Tra le molteplici tematiche affrontate emergono, infatti, le ricorrenti alluvioni che dal 1977 ad oggi continuano ad imperversare sulla Regione.

“Abbiamo parlato dei problemi e delle emergenze della Toscana- ha spiegato il presidente Rossi in un comunicato della Regione- e concordiamo sull’obiettivo di firmare presto, a fine primavera il patto per la Toscana che preveda l’utilizzo delle risorse del fondo nazionale per lo sviluppo e coesione non ancora utilizzati. Puntiamo a qualcosa come 300, 350 milioni-prosegue- che, uniti a quelli già spesi e già impegnati, potrebbero dare risposta a problemi di investimenti come viabilità, assetto idrogeologico e mantenere un livello di impegni nella nostra regione sufficientemente adeguato”.

Nel corso dell’incontro hanno trovato spazio anche altre problematiche di rilievo, come la crisi della Grandi Molini di Livorno (che verrà affrontata al Ministero dello sviluppo economico nei prossimi giorni), il caso dell’imprenditore Rebrab per Piombino, e l’autostrada Tirrenica, per la quale il Presidente Rossi e il ministro Del Rio si incontreranno nel corso della prossima settimana.

In conclusione tra le tematiche degne di nota, si pone quella della lotta all’evasione. “C’è la possibilità per la Toscana di dare un contributo per la lotta all’evasione sulla base di un progetto mirato- precisa Rossi- ottenendo anche una percentuale del recupero Iva. Vorrebbe dire poter contare su maggiori risorse e dare soprattutto equità, il che andrebbe a favorire ancora nuovi investimenti nella nostra regione. E’ un’iniziativa- prosegue- che vorremmo mettere a punto e chiudere in tempi rapidi, entro l’estate. Ci stiamo ragionando. Sarebbe, tra l’altro, il primo caso a livello nazionale”.

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