Piano paesaggistico, commissioni provinciali preoccupate: chiesto un Consiglio straordinario sul tema

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LUCCA  – Nel corso di una riunione congiunta, svoltasi a Palazzo Ducale, delle commissioni provinciali IV, V, VI, è stato affrontato il tema del Piano Paesaggistico in fase di approvazione da parte della Regione Toscana, con particolare riguardo alle ricadute che il piano avrebbe nel settore dell’estrazione e della lavorazione del marmo.
All’incontro erano presenti – oltre ai membri delle tre commissioni consiliari – il primo cittadino di Minucciano, Nicola Poli, in rappresentanza dei sindaci interessati, Carli (presidente della Fondazione Henraux), Migliorini (Cave Rosso Luana), Poli (Cooperativa Condomini Levigliani), e un rappresentante di Cosmave. Era presente, tra gli altri, anche l’assessore provinciale alle attività produttive Francesco Bambini.

Una panoramica generale sull’iter del piano e sulle possibili conseguenze che questo porterebbe, ha fatto emergere in quasi tutti i presenti, forti preoccupazioni sul rischio di un grave danno all’economia della provincia, in particolare nelle aree interessate all’estrazione di marmo, nei comuni di Minucciano, Vagli, Seravezza e Stazzema, zone che vedono in questo tipo di attività l’unica possibilità di sopravvivenza e sviluppo. Si è altresì convenuto del fatto che detto piano non sia stato costruito con un adeguato coinvolgimento dei territori e quindi caratterizzato da una logica che non tiene conto di specificità e dinamiche particolari.

Il presidente della VI Commissione (infrastrutture e programmazione urbanistica), Eugenio Tersitti, ha sottolineato che “Appare assurdo e miope che, in nome di un ambientalismo che ignora le dinamiche e la storia del territorio, si vada a penalizzare in modo così decisivo una delle poche attività che anche in questo grave momento di crisi mantiene e cresce come occupati, che genera ricchezza e viene riconosciuta e apprezzata come eccellenza a livello mondiale. Questo, anche tenendo conto degli aspetti di salvaguardia ambientale già oggi particolarmente restrittivi per le cave presenti nel territorio della provincia di Lucca e giustamente rispettati”.

A seguito dei vari interventi è stata avanzata la proposta di convocare, nel più breve tempo possibile, un Consiglio provinciale straordinario sul tema, dove invitare rappresentanti della Regione Toscana – Presidente, assessore e membri della commissione ambiente -, rappresentanti delle istituzionali e settoriali del territorio e parti sociali. Il fine è quello di elaborare e licenziare un documento, il più possibile condiviso, che solleciti la Regione a rivedere posizioni ritenute ingiuste e penalizzanti.

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