Picchia la ragazza colpendola alla testa con pugni, arrestato

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PISA – E’ successo lunedì notte, in via Pesenti a Pisa, dove un equipaggio del Nucleo Radiomobile è intervenuto a seguito della richiesta di un abitante di un condominio. Il richiedente l’intervento aveva poco prima soccorso una giovane ucraina di 30 anni, quando nel rincasare notava sotto casa una coppia che litigava all’interno di un’autovettura. In particolare l’uomo tratteneva con forza la donna che a fatica riusciva a liberarsi ed a scendere dall’auto fuggendo verso di lui. La straniera accennando un italiano improbabile e grazie ai gesti faceva capire di essere stata picchiata brutalmente dal suo fidanzato mettendo in risalto le ferite sanguinanti sulla testa, il volto e l’occhio destro tumefatto. Anche l’uomo sceso dalla macchina rivolgendosi sempre verso la ragazza continuava ad inveire e minacciarla visibilmente di morte. A questo punto la ragazza impaurita da quest’ultimo si rifugiava dietro il soccorritore che capita la gravità della situazione decideva di accompagnarla in casa sua. Il fidanzato con aria minacciosa li seguiva fino sulla soglia dell’appartamento dove l’uomo demordeva solamente di fronte alla chiusura della porta d’ingresso. Qui il richiedente, temendo che la situazione potesse degenerare ulteriormente chiamava il 112 e poco dopo sopraggiungeva la pattuglia del pronto intervento. I militari, ricostruita la dinamica, richiedevano subito l’intervento dell’ambulanza del 118 con la quale la giovane veniva accompagnata all’Ospedale. Qui, per le ferite riportate e per il forte trauma cranico subito, i sanitari decidevano di ricoverarla in osservazione. Nel frattempo la pattuglia individuava l’aggressore, in preda a un forte stato di agitazione, tant’è che non demordeva dall’inveire e minacciare di morte la ragazza neanche quando la notava salire sull’ambulanza soccorsa dal personale medico. Condotto in caserma, l’uomo mostrava un documento d’identità con generalità ucraine. La cosa non convinceva i militari che lo sottoponevano a rilievi segnaletici dal cui esito emergeva che il professo ucraino, in realtà era un polacco (W.T.D. di 37anni), già espulso dal territorio Italiano con accompagnamento alla frontiera e con il divieto di farvi rientro prima di 10 anni. Per il complesso dei fatti accertati e per la dinamica dell’accaduto, il polacco veniva dichiarato in stato di arresto per maltrattamenti, lesioni personali, false attestazioni sulla propria identità, uso di atto falso e ingresso illegale in Italia. Avvisato il P.M. di turno, ne veniva disposto l’accompagnamento in carcere. La giovane vittima, dimessa solo nel pomeriggio, è stata accompagnata in una località protetta.

 

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