Polizia ad Arezzo, la “denuncia” di Siulp e Sap

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AREZZO – Le organizzazioni sindacali SIULP e SAP della Polizia di Stato, intendono evidenziare, quali soggetti competenti e direttamente interessati alla sicurezza degli operatori di settore, nonché in qualità di cittadini, le seguenti problematiche afferenti al territorio della città di Arezzo.

Questa la nota stampa:

“Da anni vengono denunciate le carenze di uomini e donne addetti al controllo del territorio, con il conseguente aumento esponenziale di reati predatori che incidono fortemente sul senso di sicurezza percepita dai cittadini.

Per contrastare tale fenomeno, occorrerebbe un’implementazione strutturale ed organizzativa che miri a ristabilire nell’ambito del controllo del territorio un’equilibrata distribuzione delle risorse umane.

Ad Arezzo, invece, il Questore ha operato scelte “organizzative” in netto contrasto con le esigenze dei cittadini e la sicurezza dei Poliziotti, mettendo a repentaglio i livelli minimali dell’attività di controllo del territorio con evidenti ripercussioni negative per la sicurezza del territorio.

Nonostante le continue sollecitazioni di SIULP e SAP, il Dott. Moja ha nei fatti depauperato l’organico delle Volanti, rendendo vano anche lo spirito di sacrificio degli uomini e delle donne della Polizia di Stato che, quotidianamente, cercano di soddisfare le legittime esigenze della popolazione di Arezzo per una maggiore tutela e sicurezza.

La ormai costante presenza di un solo equipaggio per la gestione di due dei tre settori operativi nei quali è stata divisa la città, crea uno sbilanciamento assurdo nelle richieste di intervento e nei servizi di prevenzione, ponendo a rischio l’incolumità di chi lavora su strada, costretto a tollerare standard di sicurezza inaccettabili.

SIULP e SAP si dichiarano fortemente preoccupati per le cennate scelte operative del Questore di Arezzo e, con il presente comunicato stampa, intendono lanciare il loro grido di allarme alla cittadinanza, al Prefetto di Arezzo, nonché alle rappresentanze politiche locali, al fine di arrivare ad una vera condivisione di un problema che non può e non deve solo riguardare una categoria lavorativa”.

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