Poliziotto punito, segnava gli orari del dirigente. Il Consap: “Presentato esposto in Procura”

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LUCCA – “Se tu controlli me, io controllo te”. “E’ questa la frase  proferita da un Dirigente di Polizia a un suo dipendente reo di aver annotato il suo ingresso in caserma”, fa sapere con una n0ta stampa inviata ai media Gianluca Pantaleoni, segretario nazionale del Consap.

“L’episodio – precisa il sindacalista lucchse – si verifica a Lucca alla Polizia Stradale dove il Dirigente attuale, vice questore aggiunto Calogero La Porta, in una tarda serata, avvicina un suo dipendente mentre svolge regolare servizio di giornata interno alla sala radio. Lo richiama oralmente anticipandogli una sanzione disciplinare circa l’importanza delle  annotazioni nel brogliaccio di servizio e di mancanze da lui commesse, di non aver trascritto cose importanti e di aver all’opposto trascritto cose di poco rilievo adducendo inoltre  metafore specifiche. Poco tempo dopo al poliziotto arriva una gravissima contestazione di addebiti disciplinari da parte del Dirigente del Comapartimento Polizia Stradale Toscana dottor Maurizio  Gelich dove nelle motivazioni oltre ad asserite ed ulteriori mancanze si legge che in più occasioni il dipendente avrebbe annotato l’entrata e l’uscita dalla caserma del dirigente. Il messaggio è chiaro, tangibile. Il poliziotto si difende chiede un ulteriore supplemento di indagine amministrativa, nulla da fare in  questi giorni la sanzione disciplinare viene ugualmente inflitta travisando ovviamente la motivazione primaria sugli ingressi in caserma del Dirigente. Questo sindacato nella persona del Segretario Generale Provinciale  Indro Marchi ha inoltrato un esposto alla Procura della Repubblica di Lucca al fine di valutare le carte depositate e le presunte incongruità ravvisate sugli ingressi in caserma del dirigente Sempre più difficile diventa, ai tempi d’oggi, far comprendere alle persone oneste e ligie al proprio dovere quanto purtroppo esistano delle regole e, ahi loro, delle eccezioni alle regole. Deve averlo appreso, a sue spese, il poliziotto che si ritiene ormai vittima di una pesante sanzione disciplinare solo perché si era “permesso” di annotare gli orari di entrata ed uscita dal lavoro del Dirigente del suo Ufficio, la Polizia Stradale di Lucca. Tanto è accaduto perché a quel semplice poliziotto, ancora così attento al giuramento fatto a suo tempo di “osservare e far osservare la Costituzione e le leggi”, voleva sicuramente tutelarsi dalle richieste  avanzate da altri di parlare con il dirigente al momento assente in caserma ma presente sulla carta degli orari settimanali. Sicuramente ai controllori non piace essere controllati. Ancor più grave, però, appare il comportamento del Dirigente della Polizia Stradale Toscana, Maurizio Gelich, che, davanti a precisi riscontri, anziché procedere in altro senso  ha levato, anche lui, la sua mannaia contro il troppo zelante poliziotto. Ennesima conferma di quanto la “casta” sia sempre pronta a difendere se’ stessa da ogni attacco allo status quo, anche arrivando ad impartire severe punizioni a coloro che con coraggio denunciano quanto, nelle figure di vertice della Polizia Stradale Toscana, si annidino ancora gli aspetti piu’ deteriori delle pubbliche amministrazioni tradizionali: disuguaglianze, privilegi ed ingiustizie”.

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