Il Polo Sovranista entra anche in consiglio comunale a Grosseto

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GROSSETO (di Cristina Gimignani) –  In una Toscana piegata dall’aumento dei furti nelle abitazioni di oltre il 30%, il “Sovranismo”, è la risposta politica approdata recentemente sugli scranni dei consigli comunali , prima a Arezzo e ora a Grosseto.
E’ infatti una nuova forza politica a matrice “Sovranista” , il movimento nazionale di Gianni Alemanno e Francesco Storace ai nastri di partenza nello scenario della destra italiana.
Dopo il recente acquisto a Arezzo del campione di preferenze Roberto Breda Bardelli, è ora la volta di Pasquale Virciglio, consigliere comunale eletto a Grosseto, che ha ricevuto la tessera della neonata formazione dalle mani della coordinatrice regionale Marcella Amadio, alla presenza del responsabile provinciale Lucia Morucci , del Presidente Francesco Storace e del segretario Gianni Alemanno, nel corso dell’incontro tenuto nella sala Pagaso del palazzo della provincia di Grosseto.
“E’ questa la mia prima tessera politica, perché sono stato eletto come indipendente in una lista di centro destra, ha dichiarato Virciglio. Orgoglioso di far parte della classe politica di una provincia, quella di Grosseto, che sin dai tempi del Msi aveva per la destra le percentuali più alte, insieme a Lucca e Arezzo. Siccome è a quel passato che intendo rifarmi, ho deciso d’iscrivermi al movimento nazionale. In consiglio comunale, rimarrò nel gruppo misto , nel pieno appoggio dell’attuale compagine politico amministrativa.”
Presente, il sindaco di Grosseto e Presidente della Provincia Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che ha benedetto l’iniziativa.
L’attenzione per l’ordine pubblico, è un fiore all’occhiello dell’attuale amministrazione maremmana grazie all’istituzione di un apposito assessorato.
Si è addivenuti a questa decisione, dopo che la città negli anni passati è stata ostaggio di una raffinatissima gang di ladri acrobati, che hanno depredato ville e appartamenti nella più totale disinvoltura, spesso con i proprietari in casa.
Ma la strada da percorrere, è ancora lunga:
“ Quando in un paese mancano il lavoro e la sicurezza, manca lo stato – ha detto Gianni Alemanno – i problemi che si trovano di fronte i sindaci sul territorio, soprattutto quelli legati a vincoli di accoglienza, o di spesa, presentano aspetti attinenti alla carenza di lavoro e alla mancanza d’investimenti.
Nel 2018 la situazione si farà ancora più critica, se non riusciremo a imporre una svolta.
Questo non è populismo, né demagogia, ma non c’interessano le provocazioni di una sinistra che non sarà in grado di tenere fede alle promesse”
Rincara la dose Francesco Storace:
“Dobbiamo recuperare il rapporto con milioni di elettori: il nostro, è un partito nato dall’unione di altri due, “la destra” e il movimento di Gianni.
Un’anomalia, considerando che tutto quello che nasce a destra, è generalmente frutto di una scissione”
In questo quadro, stride la foto del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi insieme ai rom, con la dicitura sottostante : i miei vicini di casa.
Il consigliere regionale di Fdi Giovanni Donzelli, un paio di anni fa durante lo sgombro di un campo rom di Prato, accusò il capo sinti di avere la tessera di socio fondatore del Pd.
Divisi , ma uniti nella lotta al degrado, gli ex An sono legalitari. Tutti.
Sempre e comunque, anche ora che sono divisi in mille rivoli e arcipelaghi del variegato mondo della destra.
“Tutti noi, continuiamo a comportarci come se ci fosse sempre An, ma non è così- dice lontano dai microfoni Storace e per un attimo, sembra ricordare che i valori comuni, sono gli stessi. Solo pochi anni prima, da Presidente della Regione Lazio, il grande raduno all’hotel Parco dei Principi a Roma, per decidere se lasciare, o no, ‘la casa del padre’.
Un fiume di automobili, motorini, parcheggi che iniziavano isolati e isolati prima dell’albergo e che proseguivano in fila ordinata fino al boato d’inizio degli interventi.
Simile, a quello che accolse l’intervento di Gianni Alemanno al congresso di Bologna, una pietra miliare della comunicazione politica di centro destra.
Ma cosa è rimasto, oggi, di quelle mani che battevano, che si stringevano le une con le altre , quel calore, quella magia, che univa un elettorato che prima di tutto si sentiva popolo?
Il Fattore Fini, è stato devastante: perché è stata la prima volta, nella storia politica italiana, che un politico si rivoltasse non solo contro la sua stessa maggioranza, ma soprattutto contro il suo partito, cercando di portarlo su posizioni innaturali e che non gli erano proprie.
Con una caparbietà e un rancore così innaturali, che sono rimasti impressi per sempre negli occhi e nelle orecchie dei militanti ed elettori di tutta Italia.
La campagna mediatica, ha fatto il resto.
Un po’ come il caso di Avetrana, che furoreggiava in quegli anni, sino a diventare un fenomeno di costume: se la cugina Sabrina, non avesse giocato davanti alle telecamere nei periodi precedenti al ritrovamento del corpo della povera Sara, la pressione sarebbe stata minore e gli svolgimenti dell’inchiesta, forse, diversi.
Gianfranco Fini e i suoi, durante l’ultimo governo Berlusconi erano continuamente alla ricerca della ribalta, nessuna dichiarazione era troppo provocatoria, massacrando il pactum societatis col proprio elettorato come nessun politico aveva mai osato fare.
E il popolo di destra, non ha perdonato.
Non riesce a dimenticare, perché quel fantasma, si è sostituito all’eco delle grida entusiaste a lla forza delle mani tese.
“Vogliamo portare la nostra esperienza in un mondo che non ne ha- chiosa Alemanno.
Siamo stati migliori dei governi Prodi, ma non siamo riusciti a farci capire”
E in effetti, dati Istat di qualche tempo fa, stabilirono che il governo del 2008 era stato il migliore della storia politica italiana.
Negli ultimi anni sono arrivati in Italia 625mila migranti.
Continuano gli sbarchi in Italia, ma anche le morti.
Sono scattate indagini della magistratura sul ruolo delle Odg: ma esattamente, chi sono i finanziatori?
Quali rapporti hanno, con le campagne elettorali del nostro paese?
Quanto denaro, arriva dai paesi esteri sotto forma di finanziamento?
La politica costa, chi la paga?
E’ stato veramente così giusto, scardinare la legge sul finanziamento pubblico ai partiti?
Ai posteri l’ardua sentenza: per ora, a giudicare dal quadro generale, pare ci sia poco da stare allegri.

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