Prato: in 4mila in marcia per dire “No alla Mafia”

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PRATO (di Marta Del Nero) – Nel corso della mattinata di ieri, 21 marzo, nell’ambito della XXII giornata regionale della memoria e della lotta alla mafia, 4000 persone si sono riunite in una marcia organizzata da Libera a Prato e da Avviso Pubblico con il patrocinio di Comune di Prato e della Regione Toscana, per manifestare contro le organizzazioni malavitose, presenti, come dimostrano recenti inchieste, anche nella realtà toscana.

Venti Pullman da tutta la Regione per un totale di 4000 manifestanti: questo il totale dei partecipanti al corteo. Tra i protagonisti, inoltre, si contano almeno 2500 giovani, di cui gran parte studenti, che hanno marciato, armati di slogan e striscioni, per le strade della città, partendo da piazza del Mercato Nuovo sino a piazza delle Carceri.

Qui il ricordo delle vittime di mafia, con la lettura ad alta voce dei nomi dei defunti da parte delle autorità e del Vescovo di Prato, Franco Agostinelli, alla presenza, tra gli altri, di Piera Tramuta e Marina Grassi, rispettivamente sorelle di Calogero (ucciso in Sicilia nel 1996) e Libero (vittima di cosa nostra nel 1991).

“Bisogna dire le cose ad alta voce, sempre- commenta l’assessore alla presidenza e alla legalità della Toscana Vittorio Bugli- Bisogna reagire con fermezza alle minacce, come quelle rivolte in questi giorni a Locri a don Ciotti, il presidente di Libera. Bisogna sempre parlare-prosegue- e mai stare in silenzio, delle mafie e di ciò che fanno, perché altrimenti il rischio è quello di soccombere”.

Bugli prosegue, quindi, ricordando che dagli anni Novanta ad oggi il numero di confische decise dalla magistratura è passato da 170 a 380 beni, tra immobili, particelle di terreno, pertinenze ed aziende. Di questi 380, tuttavia, l’assessore precisa che la maggior parte (326) “non sono ancora stati destinati e rimangono in gestione all’Agenzia nazionale per l’amministrazione e destinazione dei beni sequestrati”.

“E’ una vicenda che va sbloccata. E’ ora che i beni confiscati passino rapidamente a un uso sociale” incalza quindi l’assessore che sottolinea come la lentezza delle procedure rischi di vanificare il valore simbolico dei sequestri.

Bugli conclude, infine, evidenziando l’importanza del coinvolgimento dei giovani nelle iniziative di lotta alla mafia. “Noi in Toscana proviamo a farlo. Lo facciamo aiutando le scuole e la partecipazione dei ragazzi ai campi estivi sui terreni strappati alle mafie”.

A tal proposito si ricorda, quindi, che solo nel 2016 la Regione ha messo a disposizione due bandi da 140 mila euro per il finanziamento di questi ed altri progetti anti mafia.

(Fonte Foto: Pagina Facebook del Comune di Prato)

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