Processo Bulldog ultimo atto: tutti assolti in Cassazione, anche Andrea Palmeri

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LUCCA – Processo Bulldog ultimo atto: tutti assolti in Cassazione, per prescrizione. ” Per Andrea Palmeri i termini non si erano prescritti”, precisa il suo legale Alberta Cagnacci – con oggi, finalmente, la suprema corte ha messo la parola fine a questa annosa vicenda”. I giudici della Cassazione hanno annullato la sentenza impugnata dichiarando i reati estinti per sopraggiunta prescrizione.

“Dopo avere scontato un anno di carcere , 10 anni di infamia sui giornali, restrizioni e sorveglianza speciali, 76 anni di galera commutati tra tutti, i ragazzi sono tutti innocenti , io sono innocente e un gruppo di fratelli non è un associazione a delinquere”, commenta dalla Russia Andrea Palmeri attraverso i social: “Viva Cristo Re che con la sua benevolenza ha vegliato su noi tutti. E grazie a chi ha sempre creduto in noi è ci è stato vicino . È stata una strada dura e tortuosa ma ci ha rafforzato e non abbiamo mai mollato. Un incubo é finito”.

I capi di imputazione per cui erano finiti alla sbarra numerosi tifosi della Lucchese erano lesioni, minacce, violenza privata e associazione a delinquere.  Con la sentenza romana si chiude un capitolo di storia che ha riempito le pagine di cronaca.

Cinque assoluzioni, 14 condanne per un totale complessivo di 46 anni di pena da scontare in carcere, dei quali 5 anni e 8 mesi ad Andrea Palmeri, il “generalissimo”, era stato il bilancio del processo in primo grado al gruppo dei Bulldog, ultrà di destra della Lucchese, chiusosi dopo circa tre ore di camera di consiglio e relativo ai fatti avvenuti fra il 2006 e il 2007. Le condanne più pesanti erano state quelle di Giacomo Baroni e David Giovannetti (quattro anni e sei mesi), di Adam Alexander Mossa (quattro anni e due mesi) e di Francesco Preziuso (quattro anni).  Il pm Fabio Origlio aveva, all’epoca, chiesto 65 anni di pena per 18 dei 19 imputati. Gli assolti erano stati, invece, Junio Valerio Cantini, Matteo Francioni, Alberto Del Bianco, Gabriele Bianchi e Luigi Marotta.

La sentenza di primo grado che era stata confermata in Appello.

I fatti risalgono al periodo che va dal 2004 al 2007, secondo l’accusa, e le indagini condotte dalla Digos di Lucca, i 14 componenenti dell’ormai disciolto gruppo avrebbero fatto della violenza il loro cavallo di battaglia: spedizioni punitive con minacce, botte, danneggiamenti sia allo stadio che in città. Secondo l’impianto accusatorio, i componenti del gruppo si sarebbero resi protagonisti di azioni violente e di raid fuori dello stadio Porta Elisa, con una struttura verticistica e paramilitare agli ordini del “Generalissimo” Andrea Palmeri

La Cassazione ha però annullato quanto stabilito dalla Corte di Appello di Firenze quando erano state confermate le condanne di Andrea Palmeri a cinque anni e mezzo di reclusione, a Daniel Fratello (2 anni e 11 mesi), Adam Alexander Mossa (4 anni), Alessandro Frediani (2 anni e dieci mesi), Francesco Venturini (2 anni), Andrea Del Vecchio (3 anni), Mirko Santucci (3 anni), Giacomo Baroni (4 anni e 6 mesi), Francesco Preziuso (4 anni), Davide Giovannetti (4 anni e sei mesi), Stefano Vannucci (2 anni), Lorenzo Pucci (3 anni), Andrea Vanni (3 anni). Dieci imputati, tra cui Andrea Palmeri, erano tutelati dall’avvocatessa Alberta Cagnacci, Mirco Santucci dall’avvocato Lodovica Giorgi, Del Vecchio da Paolo Mei e Francesco Venturini da Umberto Grassi e da Marco Treggi.

 

 

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