“Pubblico una foto di piazza Aranci imbrattata, e vengo bloccato su Facebook”

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MASSA – CARRARA – “Ieri  la censura di Facebook mi ha colpito per l’ennesima volta con un blocco delle pubblicazioni di altri 30 giorni a seguito di una segnalazione”democratica” e “tollerante” inoltrata dall’ A.N.P.I. ( Associazione Nazionale Partigiani d’Italia ) di Massa , la stessa associazione  che  vive e sopravvive grazie ai contributi pubblici del Comune  e alla concessione gratuita di una  sede all’interno del palazzo del vecchio comune di Piazza Mercurio”. A “denunciare” il blocco dal suo profilo sul social network, con una nota inviata alla stampa, è il consigliere di Forza Italia Stefano Benedetti: “Già questo fatto è discutibile, poichè non tutti i cittadini non sono d’accordo su tale iniziativa e soprattutto pensano che in un periodo di crisi come quello attuale lo spending review  dovrebbe colpire tutto ciò che è superfluo e quindi anche i costi e le regalie fatte alle associazioni, soprattutto all’A.N.P.I. che ha un riferimento storico lontano ormai di 80 anni. Altrimenti una questione di giustizia e di correttezza amministrativa, ad ogni associazione militare che ha combattuto in guerra per la Liberazione del nostro paese il comune dovrebbe pagare le spese di mantenimento di una sede ( vedi Bersaglieri,Paracadutisti, Carabinieri, Poliziotti, Associazioni Partigiani autonomi e liberi, Monarchici ecc….). Io personalmente non sono d’accordo su ciò  e mi attiverò concretamente per richiedere al Sindaco di stipulare un affitto con l’ A.N.P.I. o in alternativa di sfrattarli dalla sede di proprietà pubblica. Questo perchè l’attività dell’ A.N.P.I. non riguarda solo lo storico e quindi un lavoro teso a studiare e diffondere i fatti legati al periodo della resistenza  al Fascismo, ma è impegnata anche politicamente sul fronte di sinistra, ogni qual volta se ne presenta l’occasione, infatti, li abbiamo visti in prima fila impegnati a difendere gli estremisti di sinistra in rivolta, a condannare e mobilitarsi contro le destre e in ultimo contro il leaders della Lega Salvini  e oggi a farmi censurare per aver pubblicato un post provocatorio ritenuto, a torto, offensivo perchè ” non rispettoso della normativa di facebook”. In breve i fatti. Qualche giorno fà, ho pubblicato su facebook una foto di piazza Aranci imbrattata con una scritta Dux e una svastica di colore nero,  che allego a questo documento, accompagnata da  una mia riflessione circa gli imbrattamenti dei monumenti, delle opere d’arte, dei muri, soprattutto da parte dei Writers politici, quindi di scritte politiche di ogni colore e non opere d’arte o comunque disegni. Il significato del post era teso a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle diverse  posizioni assunte dalle istituzioni pubbliche ma anche delle associazioni come, appunto, l’ Anpi nei confronti degli imbrattatori che vengono valutati a seconda del colore politico o delle scritte, Infatti informavo che Piazza Aranci era stata imbrattata con simboli nazisti e che l’ Anpi aveva organizzato per protesta una manifestazione e sottolineavo come la  stessa cosa non fosse accaduta quando era stata imbrattata la statua di Garibaldi con una falce e martello o per le scritte contro il fascismo che deturpano ancora oggi il Comune di Massa o altre scritte comuniste che troviamo in giro per la città. Evidentemente il problema non dipende dallo scempio urbano ma dal tipo di scritte   e da chi le esegue e ciò è significativo di una cultura non democratica ancorata ad incomprensibili rancori ed odi ormai inutili e superati dagli anni. Colgo l’occasione per sensibilizzare il Sindaco alla questione attivandosi a fronte proprio di questa vile azione compiuta nei miei confronti, a revocare la concessione gratuita della sede dell’ Anpi Sez. Massa e a tagliare i contributi e le sponsorizzazioni concesse alla stessa. Chiedo, inoltre, di monitorare il territorio individuando strutture vecchie e obsolete da poter abbellire e migliorare artisticamente con graffiti di artisti scelti attraverso bandi pubblici, in modo da poter eliminare o comunque limitare i danni di “writers solitari”, soprattutto quelli politici,  che di notte girano per la nostra città. Per questi, credo, che vadano applicate le regole e quindi le sanzioni previste dalla vigente normativa”

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