Qui Lugansk: Andrea Palmeri, un lucchese tra i miliziani

LUCCA – ( di Letizia Tassinari ) – E’ cominciata con una protesta per la mancata firma dell’accordo di associazione tra Unione Europea e Ucraina, ma il malcontento covava sotto la cenere da molto tempo. Sono seguiti i cortei, le molotov, i cecchini, i morti, la fuga del presidente Yanukovich e il nuovo governo. Ci hanno detto che erano europeisti e democratici, poi nazionalisti ed estremisti, infine fascisti e autoritari: ma cosa è successo davvero in piazza Indipendenza e quali sono le ragioni e le anime della protesta? Poi è venuta la Crimea, con le truppe paramilitari senza mostrine, l’intervento di Mosca, la reazione occidentale e le opposte propagande. Infine la crisi nell’est del paese, in quel Donbass che sembra sempre più teatro di una guerra civile. Nei combattimenti,  tra l’esercito ucraino e gli insorti filorussi nella regione di Donetsk (Ucraina Est), assediata dalle forze di Kiev, dall’inizio del conflitto nella regione si contano circa mille morti e quasi duemila feriti.  Una carneficina, con  prove di tregua dei giorni scorsi  che sembrano fallite

“A poco servono le 5 piccole basi che la Nato installerà sui confini – si legge oggi  nell’articolo di Leonardo Coen sul Fatto Quotidiano -:” Con l’inverno le case degli europei dovranno essere riscaldate in buona percentuale con il gas erogato da Gazprom e nessuno, a di qua dell’ex cortina di ferro, vuole rischiare la catastrofe per l’Ucraina: lo “zar” lo sa ed è lui a dettare le regole del gioco. Per lui, alle prese con i danni economici provocati dalle sanzioni, dalla svalutazione del rublo, dalla negatività della Borsa di Mosca, la questione è vittale: non può permettersi di uscire sconfitto”.

E lassu’ nel Donbass,  tra i miliziani c’è anche un lucchese: Andra Palmeri, scomparso dalla città delle Mura ormai da fine aprile. E che fosse partito per la guerra www.tgregione.it lo aveva già scritto: Palmeri scomparso? No: “Sono a combattere la guerra

“Che Dio sia con noi – scrive Palmeri sulla sua pagina Facebook -, contro l’ imperialismo americano, la battaglia parte dal Donbass. Comunismo e fascismo oggi non esistono, c’è solo un grande nemico ed è il nemico di tutti popoli europei e di tutti gli uomini liberi”. L’ultimo post risale al 1 settembre, poche righe, “si parte, per un mese non potro’ farmi sentire”, un breve saluto agli amici, per informarli della dura battaglia che lo aspetta, assieme ai “fratelli”.

” Sono in Ucraina, a Lugansk, a casa di una contadina – scrive per chat all’autrice di queste righe -, qui non c’è nè acqua nè luce, non funziona nè il telefono nè internet,  c’è un popolo in rivolta, dai bambini ai vecchi,  e stiamo partendo per un combattimento molto duro. L’unica cosa è pregare. Se sopravvivo, quando torno ti rilascio un’intervista in eslcusiva”.

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