Raffineria di droga in un garage, sgominata la banda: sequestrati 80 chili

0

LIVORNO – Un’organizzazione criminale, un vero e proprio clan di stampo familiare e che aveva nei due fratelli Kasa Skhelzen e Kastriot, i capi indiscussi.

Avevano inondato di droga, eroina e cocaina, la Toscana – da Livorno a Pisa, da Massa a Prato fino a Firenze – e l’Emilia, ove avevano base operativa a Parma.
Per conquistare il mercato in Toscana, territorio dove avevano deciso di espandere i propri affari illeciti, i due fratelli avevano creato una base operativa per i loro traffici a Livorno.
In un garage nel quartiere Sorgenti era stata impiantata una vera a propria raffineria per il confezionamento dello stupefacente: all’interno del box lontano da occhi indiscreti la droga durante la notte gli uomini dell’organizzazione armati di frullatore (per polverizzare la sostanza grezza), pressa (per creare i panetti) e sostanza da taglio confezionavano lo stupefacente diretto alle piazze di spaccio di tutta la Toscana.
Al mattino i pusher dell’organizzazione criminale si rifornivano e partivano per le consegne agli spacciatori, nordafricani per lo più, in tutta la Toscana.

E così la droga confezionata a Livorno, finiva in piazza della Stazione a Pisa, dove poi veniva spacciata in dosi; oppure finiva a Prato o ancora alimentava il mercato dello spaccio a Carrara.

La raffineria consentiva di contenere i costi per la preparazione: la sostanza, infatti, veniva “tagliata” più volte, spesso anche con medicinali di largo consumo o con sostanze anabolizzanti, fino a creare dosi in cui il mix di sostanze psicotrope e sostanze da taglio poteva creare gravi danni ai consumatori.
Una volta raffinata la droga veniva spostata in depositi di stoccaggio che il gruppo criminale aveva nella propria disponibilità: in uno di questi, una cantina di via Nazzario Sauro, nella primavera scorsa dopo un’irruzione, venne rinvenuti 80 kg. di sostanza stupefacente.
 
Dopo alcuni mesi di indagine ieri la Squadra Mobile di Livorno diretta dal vice questore aggiunto Giuseppe Testaì ha eseguito 9 misure cautelari in carcere disposte dal G.I.P. del Tribunale di Firenze su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo fiorentino. Le misure hanno consentito di sgominare un’organizzazione di chiaro stampo verticistico.
 
Lo stampo dell’organizzazione era di tipo imprenditoriale: i pusher fatti arrivare appositamente dall’Albania venivano stipendiati circa 1.500€ al mese.
Ai pusher, inoltre, veniva fornito anche un alloggio e i mezzi, auto e/o moto; su cui spostarsi per il proprio lavoro, quasi fossero veri e propri agenti di commercio
L’organizzazione, disponeva di case a Livorno (in una villa in via Calzabigi in cui fu arrestato  Klodian Hakballa) e a Pisa (in un appartamento di Porta a Mare fu arrestato nel novembre dello scorso anno  Enkel Matraku con oltre due kilogrammi di droga) che prendeva in affitto per ivi alloggiare i “propri dipendenti”.
Gli appartamenti monitorati nel corso dell’indagine sono circa una decina e quasi trenta i mezzi a motore che componevano il parco auto del gruppo criminale.
Mezzi, appartamenti e pusher venivano cambiati alla prima avvisaglia di un’attenzione delle Forze dell’Ordine.
Nel corso dell’operazione di ieri sono stati sequestrati auto e scooter dell’organizzazione.
 
Il fatturato del clan si avvicinava molto al fatturato di un clan camorristico: lo dimostrano i sequestri di denaro contante effettuati nel corso dell’indagine e il tenore di vita dei due fratelli Kasa, proprietari in Italia e in Albania di immobili ed esercizi commerciali.
L’organizzazione nella sola “piazza” di Livorno fatturava circa 50.000€ a settimana
Kahs Skhelzen  ha acquistato due appartamenti a Parma e un bar nella zona di S. Agostino a Pisa riciclando così i proventi del traffico illecito in attività legali.
Ma non solo questi paga l’affitto di almeno altri due appartamenti a Livorno per una cifra che si aggira intorno ai 2000€ e mantiene nel lusso tutta la famiglia, moglie e tre figli, nonché la sorella della moglie.
Kasa Kastriot è proprietario di una villa da sogno in Albania e di attività commerciali nel suo paese.
 
Il riciclaggio del denaro provento dello spaccio: l’indagine ha consentito di risalire anche il flusso di denaro illecito creato dal traffico di droga i proventi dell’illecita attività venivano spediti in buste chiuse in Albania tramite ignari autisti degli autobus di linea che effettuano il servizio trasporto viaggiatori tra Italia e Albania.
I Kasa chiedevano il favore agli autisti di consegnare una busta chiusa ad un loro parente una volta giunti a destinazione: ma la bista non conteneva una lettera o un documento ma denaro contante che in parte serviva ai genitori e ai parenti dei due fratelli per mantenersi e in parte veniva depositato su conti correnti aperti presso banche albanesi e poi tramite bonifico inviato in Italia sui conti dei fratelli Kasa.
Nel corso dell’operazione di ieri sono stati sottoposto a sequestro due C/C bancari (un terzo era stato già chiuso dal direttore della banca per sospetto riciclaggio di denaro) e un C/C postale.
Gli accertamenti patrimoniali sui beni posseduti dall’organizzazione anche per il tramite di prestanome sono ancora in corso e potrebbero portare ad altri sequestri.
A dimostrazione della fervente attività criminale dell’organizzazione nel corso dell’operazione di ieri mattina a Parma sono stati arrestati tre pusher in flagranza di detenzione di stupefacente a fini di spaccio. Si tratta di  Klajdi Tabaku  nato in Albania il 16/9/1977, Hetem Serani nato in Albania il 9/7/1995 e Flamur Bajrami nato in Albania il24/5/1996, sopresi con 54 gr di cocaina suddivisa in 32 dosi e 152 gr di marjuana
 
Il denaro sequestrato nel corso dell’operazione ammonta a oltre 50.000,00€
La droga sequestrata, invece, è pari a 80 kg.
Il giro d’affari dell’organizzazione è stimato in circa mezzo milione di € l’anno.

No comments

*