Rally mortale, in 12 a processo

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LUCCA – ( di Letizia Tassinari ) – Sono dodici le persone accusate, a vario titolo di omissione di soccorso e omicidio colposi,  per cui la Procura di Lucca ha chiesto il rinvio a giudizio per la morte di Valerio Catelani, 37 anni, e Daniela Bertoneri, 34, pilota e navigatrice morti per l’incendio della loro auto uscita di strada durante il 47/o Rally ‘Coppa Citta’ di Lucca’ la notte tra il 21 e il 22 luglio del 2012. L’udienza preliminare e’ stata fissata per il prossimo 6 marzo 2015. Il pm lucchese Elena Leone ha chiesto il processo per cinque persone, 2 piloti e 3 navigator delle tre auto in gara che seguivano la Peugeot 207 S2000 con Catelani e Bertoneri a bordo: per l’accusa non si sarebbero fermati a prestare soccorso, ne’ avrebbero comunicato ai commissari la presenza della vettura incidentata e che si stava incendiando. Sono invece accusati di omicidio colposo in concorso i membri dell’ organizzazione del rally: il responsabile della sicurezza, piu’ sei appartenenti ai tre equipaggi apripista che – precedendo le vetture da gara al secondo giro del tracciato – omisero di segnalare l’abbattimento di un muretto in cemento sotto il quale, poi, fini’ la Peugeot di Catelani-Bertoneri. Il muretto, a lato della carreggiata, era stato abbattuto nel primo passaggio da un’altra vettura del rally: al secondo giro la mancanza del manufatto, secondo il pm, avrebbe indotto in errore il pilota Catelani, che non lo avrebbe ritrovato come riferimento rispetto alle note del percorso che gli dettava la navigatrice. Di fatto, la Peugeot 207 Super 2000 guidata da Catelani fini’ fuoristrada all’uscita di una curva a destra, si capovolse e rimase incastrata in una conca naturale sottostante che avrebbe dovuto essere protetta proprio da quel muretto. L’auto prese fuoco e l’equipaggio mori’ per asfissia. Oltre ai 12 di cui e’ stato chiesto il rinvio a giudizio, nell’inchiesta restano ancora aperte altre tre posizioni. Sono quelle del presidente della scuderia livornese proprietaria dell’auto e del preparatore di Camaiore che curava la vettura, piu’ un pilota di una delle tre vetture che seguivano la Peugeot 207. Sulla base di una perizia tecnica sulla vettura andata a fuoco, il pm ha chiesto l’archiviazione. Ma la famiglia dei rallisti deceduti ha fatto opposizione. In particolare c’e’ diversita’ di opinione sugli apparati antincendio e sul loro mancato funzionamento: su questi aspetti tecnici decidera’, per le tre posizioni stralciate, un altro gip del Tribunale di Lucca.

La storia

La morte arrivò in curva e piomba con tutto il suo carico di dolore sul 47° Rally Città di Lucca. Quella notte, intorno alle ore 4,20, durante la quarta prova speciale a Brancoli, avevano perso la vita, in un tragico incidente, il pilota Valerio Catelani, 37 anni nato a Pietrasanta e residente a Forte dei Marmi sulla via Provinciale, e Daniela Bertoneri, co-pilota, 34 anni, originaria di Massa. I due, che correvano per la scuderia CTL Junior Team, dopo essere usciti fuori strada all’altezza di una curva che gira verso sinistra, in località Sant’Ilario di Brancoli, erano terminati con la loro Peugeot 207 S2000 in una buca, sfondando il muretto in pietra che delimitava la carreggiata. Le fiamme, che avevano avvolto l’auto e i due sventurati piloti che avevano percorso poco più di tre chilometri dalla partenza della prova speciale, si erano sprigionate in pochi istanti. Secondo una prima ricostruzione effettuata dal comandante provinciale della polizia stradale di Lucca Marco Tangorra e dal comandante ad interim del distaccamento di Viareggio Gianluca Pantaleoni, i primi, dopo i vigili del fuoco, ad arrivare sul luogo della tragedia, l’auto si sarebbe incendiata immediatamente, e i due occupanti sarebbero rimasti imprigionati all’interno. L’incidente e’ avvenuto ad una curva veloce e stretta, dove la Peugeot di Valerio Catelani e della sua co-pilota Daniela Bertoneri, che nei rally correva col nome d’arte Gazze’, e’ andata dritta, ha buttato giu’ il muro e poi si e’ incastrata sotto il piano stradale, in un avvallamento, quindi ha preso fuoco. “Quando siamo arrivati sul posto – avevano affermato i comandanti Tangorra e Pantaleoni – abbiamo trovato una scena raccapricciante. I due corpi completamente carbonizzati giacevano fuori dall’auto, vicino al parabrezza: uno, quello del conducente, era seduto a terra, come nella posizione di guida, l’altro, quello della trasportata, appoggiato sull’altro, quasi come se il tragico destino avesse però concesso loro di stare abbracciati insieme”. Il veicolo era stato posto sotto sequestro al garage Trento in borgo Giannotti, e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Ma il comandante ad interim Gianluca Pantaleoni aveva anche sequestrato il carnet di bordo, il piano di emergenza sanitaria, l’ordine di servizio e il piano di sicurezza. Le indagini, finalizzate alla ricerca di ulteriori elementi di prova utili per fare luce su quanto accaduto, comunque erano proseguite La vettura, col numero 7, era partita dallo start alle 4.12 e l’incidente e’ avvenuto poco dopo. I primi a portare i soccorsi furono le tante persone del pubblico presente in quel tratto e altri equipaggi in gara che hanno usato gli estintori di bordo per tentare di spengere le fiamme. Ma era stato tutto inutile. La prova speciale di Brancoli e’ stata interrotta nel giro di minuti, appena e’ risultato che la vettura non stava transitando ai punti intermedi presidiati dagli ufficiali di gara. Nel punto dell’ incidente erano stati inviati i team di soccorso sanitario e tecnico che gli organizzatori di rally sono tenuti a predisporre lungo il percorso. Sul posto, per la viabilità, anche i militari dell’Arma.  Al momento dell’incidente era in testa alla gara il pluricampione italiano di rally Paolo Andreucci, sei volte tricolore, che e’ lucchese e che aveva accettato l’invito degli organizzatori a partecipare alla manifestazione con la sua Peugeot 207 ufficiale, schierata dalla casa francese nel campionato italiano. Valerio e Daniela erano una coppia fissa non solo nei rally, da oltre dieci anni, ma anche nella vita. Valerio era nato a Pietrasanta il 20 ottobre 1974, mentre Daniela, originaria di Massa, era nata il 13 novembre 1977. Non erano professionisti, racconta chi li conosceva da tempo, ma insieme formavano un equipaggio “gentleman driver”. I due, uniti da una relazione sentimentale,  gestivano il bar Sambo, in pieno centro a Forte dei Marmi, città che questa mattina si è svegliata con la terribile notizia della loro scomparsa, e i rally erano lo sport che praticavano insieme con passione. Da anni prendevano parte alle gare che si svolgono in tutta la Toscana con vetture impegnative. Noto al pubblico degli appassionati, quest’anno Valerio Catelani stava lottando per vincere la particolare classifica della zona. Ieri sera, scendendo dalla pedana di partenza dalle Mura di Lucca, insieme ai 122 iscritti del competizione, il giovane sportivo versiliese aveva dichiarato al microfono dello speaker di voler prendere confidenza con la Peugeot 207 S2000, auto con cui per ora aveva corso poche volte e che ha segnato la fine della sua vita. Illesi gli spettatori presenti che si erano dati appuntamento per una notte di emozioni e divertimento e che si è invece trasformata in un tragico incubo. La gara è stata sospesa dagli organizzatori.  Subito dopo la notte del tragico incidente la procura di Lucca aveva aperto un fascicolo a carico di ignoti. Nei giorni seguenti la polizia stradale, diretta dal vice questore aggiunto Marco Tangorra, aveva sequestrato i video registrati dalle camera-car di numerosi equipaggi e la documentazione relativa all’organizzazione della gara motoristica. Gli avvisi di garanzia consentirebbero agli eventuali indagati di partecipare alle prove irripetibili che la magistratura avrebbe intenzione di effettuare nelle prossime settimane per cercare di ricostruire l’accaduto ed individuare eventuali responsabilità.

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