Rapina a Imola, Massimo Remorini condannato a 6 anni

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BOLOGNA – ( di Letizia Tassinari ) – Rito abbreviato per Massimo Remorini  oggi al Tribunale di Bologna. Difeso dall’avvocato Massimo Landi, del Foro di Lucca, l’imputato è stato condannato a sei anni. per rapina aggravata con lesioni. Le motivazioni sono attese tra trenta giorni, ma il legale ha già annunciato ricorso in Appello. Tutti condannati anche gli altri coimputati, 6 anni per Indorato Giuseppe, e 3 anni per Fragale e Manfredonia, rei confessi,

Era il 14 di aprile dello scorso anno quando Remorini era prima finito in carcere, a pochi giorni dall’apertura del processo in Corte d’Assise a Lucca  che lo ha visto imputato di omicidio, distruzione e occultamento di cadavere, oltre che per circonvenzione di incapace, maltrattamenti e truffa, nella vicenda della scomparsa di Velia Carmazzi e sua madre Maddalena Semeraro, e condannato a 38 anni in primo grado. Dalla cella, era finito agli arresti domiciliari, con l’obbligo di bracciale elettronico epoi libero.  La rapina, oggetto dell’accusa, era stata commessa a Imola e l’indagine aveva visto impegnati polizia e carabinieri della cittadina romagnola. Remorini, secondo gli inquirenti, avrebbe messo a segno un colpo in banca, con altri due soggetti, entrambi siciliani di Catania, uno dei due residente a Imola, che aveva fruttato un bottino di 37mila euro. Erano le 14.45 del 17 febbraio 2014 quando, secondo l’accusa, i tre sarebbero entrati nell’istituto di credito ex Banca di Romagna ora Cassa di Risparmio di Cesena, in via Orsini, apparentemente non armati, guanti alle mani e passamontagna in testa, e dopo aver minacciato la cassiera e inferto un pugno al volto a un altro dipendente impegnato a ricaricare il bancomat, si sarebbero impossessati del denaro contante contenuto nella cassaforte, che era aperta, per poi fuggire a bordo di uno scooter e di una moto, ritrovati poco distante dagli agenti della Squadra Volante e dai carabinieri del Radiomobile. “Sono entrati da una porta laterale – aveva spiegato il dirigente del commissariato di polizia di Imola, dottor  Sergio Culiersi -, utilizzando una chiave”. Un colpo fruttato un bottino di 37mila euro, per il quale  furono gli agenti del Commissariato di Polizia di Viareggio, la Squadra Mobile di Lucca e militari dell’Arma della Compagnia viareggina ad eseguire l’ordinanza di custodia cautelare a firma del gip di Bologna nei confronti del maggior accusato del giallo versiliese, perquisendo sia la sua abitazione che il chiosco della figlia sul viale dei Tigli.  All’interrogatorio di garanzia si era avvalso della facoltà di non rispondere.

 

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