Rapinarono un orafo, arrestati i banditi

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FIRENZE – La Squadra Mobile della Questura di Firenze ha proceduto all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Firenze, su richiesta della locale Procura della Repubblica nei confronti di due sud americani, gravati da numerosi precedenti per reati contro il patrimonio, responsabili della rapina in danno di un rappresentante orafo avvenuta il 25 giugno dello scorso anno, in Via Ponte a Giogoli, a Sesto Fiorentino.

La rapina è stata perpetrata allorquando il rappresentante, dopo essersi allontanato del centro di Firenze ove aveva fatto visionare il suo campionario ad alcune gioiellerie, è giunto con la propria autovettura presso la ditta per la quale lavora a Sesto Fiorentino. Sceso dall’autovettura è stato avvicinato da due uomini che, dopo averlo aggredito con calci e pugni, gli hanno sottratto il trolley contenente preziosi in oro per un valore di circa 100.000 euro.

Le immediate e serrate indagini condotte dalla sezione antirapina della Squadra Mobile fiorentina hanno consentito di individuare il modus operandi adottato dai rapinatori, in gergo meglio conosciuto come la tecnica dei ‘filatori’.

Attraverso tale tecnica i rapinatori si posizionano nelle zone cittadine ad alta concentrazione di negozi di preziosi al fine di individuare i rappresentanti di gioielli che si allontanano dall’area. Con una struttura organizzativa ben collaudata di ‘pali’ e ‘pedinatori’, la vittima dopo essere stata individuata viene seguita fino al luogo ove gli esecutori materiali della rapina  ritengono opportuno consumarla.

Nel caso di specie, gli investigatori dalla accurata e minuziosa visione delle telecamere cittadine, nonché di alcune telecamere di strutture pubbliche e private, hanno  individuato gli autori della rapina, il veicolo utilizzato per seguire la vittima, una Audi A6 immatricolata in Belgio, nonché le varie fasi in cui si è articolato il pedinamento nei confronti di quest’ultima.

Le successive attività investigative, condotte con l’acquisizione di informazioni dalla Polizia Belga e mediante l’analisi capillare dell’ingente mole di traffico di cella generato dalle utenze in uso nel centro cittadino hanno permesso di individuare le utenze utilizzate dai rapinatori e l’uso che questi ultimi ne hanno fatto per effettuare le comunicazioni utili al pedinamento.

Il conseguente monitoraggio telefonico di alcuni degli apparati cellulari ancora in uso ai rapinatori, unitamente a molteplici attività di osservazione e pedinamento, nonché accertamenti di carattere scientifico effettuati sul veicolo Audi A4 rinvenuto ad Altopascio,  hanno consentito di addivenire alla loro identificazione.

La misura cautelare è stata eseguita ad ora nei confronti di uno dei due rapinatori mentre il secondo è attivamente ricercato in quanto risultato essere irreperibile.

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