Rapinatore seriale alla sbarra, aveva messo a segno un colpo anche a Torre del Lago

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PISA – Si è svolto nella giornata di ieri il processo a Mamechekh Diop (alias Diop Mame Cheikh), riconosciuto colpevole di aver perpetrato a Pisa ben tre rapine ed un furto in concorso con persona rimasta ignota.
Particolarmente efferate le modalità d’azione, in quanto in tutte le rapine è stata usata violenza nei confronti delle vittime, mentre queste erano minacciate e percosse dal senegalese.
Le indagini sono iniziate nel primo semestre del 2014 da parte della Stazione Carabinieri di Pisa e coordinate dal Pubblico Ministero dottoressa Lydia Pagnini che con convinzione e particolare tenacia ha seguito il caso, riuscendo a far condannare il rapinatore ad una pena esemplare: sei anni ed otto mesi; un ottimo risultato dovuto all’impegno ed alla costanza del Pubblico Ministero e dei Militari della Stazione.
Tutti gli episodi sono stati compiuti nel maggio 2014 a brevissima distanza gli uni dagli altri, a riprova della particolare pericolosità del soggetto.
Il primo episodio contestato risale ad una rapina, quando nel corso della notte, dopo aver approfittato del passaggio offertogli da una persona, quest’ultima veniva malmenata e rapinata del telefono cellulare.
Il secondo episodio fu un furto aggravato in concorso con persona non ancora identificata, nel corso del quale il senegalese scippò di un telefono cellulare ad un uomo, al quale aveva richiesto un passaggio in auto mentre la vittima percorreva i lungarni in centro.
Terzo episodio, a poca distanza dagli altri due e compiuto con lo stesso modus operandi, infatti anche questa volta la vittima venne rapinata di un telefono cellulare di ultima generazione. Le violenze compiute nei confronti della parte offesa, vennero refertate al pronto soccorso di Cisanello con sette giorni di prognosi. L’uomo rapinato si recò poi in Questura per denunciare il fatto.
Il quarto episodio avvenne sempre nel mese di maggio 2014, in danno di una donna 37enne, che fu violentemente strattonata e presa per il collo nelle vie adiacenti alla stazione ferroviaria: anche questa volta il rapinatore derubò la vittima del telefono cellulare.
Per un quinto episodio, avvenuto ad inizio del mese di giugno 2014 ai danni di un suo connazionale che venne rapinato, pur essendo stato contestato al Diop, il giudice ha ritenuto non doversi procedere per l’assenza in aula della parte offesa.
I militari della Stazione di Pisa Principale, già a seguito del primo episodio avevano sottoposto lo straniero a fermo di polizia giudiziaria, ritenendo sussistenti gravi indizi di reato e il pericolo di fuga: il fermo venne convalidato ma il giudice per le indagini preliminari ritenne sufficiente la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, per cui tutti i successivi episodi avvennero mentre il Diop era sottoposto all’obbligo di firma.
Nell’episodio che riguardò la rapina ai danni della giovane ragazza, il senegalese prima effettuò la rapina e poi si presentò in ritardo in caserma per firmare sul registro.
L’uomo, dal 14 di giugno del 2014 si trova in carcere, poiché venne arrestato in flagranza di reato per un’altra rapina commessa a Torre del Lago, mentre il 16 dello stesso mese i militari della Stazione di Pisa gli notificarono in carcere l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Pisa, dottor Giulio Cipolletta.

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