Reati contro il patrimonio, bancarotta, banconote false e ricettazione: raffica di arresti e denunce

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LUCCA –  La Polizia di Stato di Lucca ha eseguito due ordinanze di arresto emesse dal Tribunale di Sorveglianza di Firenze nei confronti di due soggetti che, dovendo scontare residui di pena, avevano chiesto la misura alternativa dell’ affidamento in prova, che in entrambi i casi era stata rigettata per mancanza dei requisiti di buona condotta. In tali casi, il Tribunale di sorveglianza ne ha ordinato la cattura e la collocazione agli arresti domiciliari. Il primo ad essere arrestato dalla sezione Catturandi della Squadra Mobile è stato Nicola Esposito, nato a S. Cipriano di Aversa (CE) nel 1964, residente a Lucca , che deve scontare la pena a 6 mesi di reclusione a seguito di condanna per reati contro il patrimonio, commessi a Lucca; l’ altro soggetto è Valeriano Lazzareschi, nato a Lucca nel 1942, residente a Marlia, nel comune di Capannori  che deve scontare la pena a 6 mesi di reclusione a seguito di condanna per il reato di bancarotta semplice.

La sezione reati contro il patrimonio della Squadra Mobile della Questura ha invece denunciato in stato di libertà, per il reato di detenzione di monete contraffatte un 46enne originario delal Pugnai e da qualche anno residente nella piana, contitolare di una agenzia di scommesse, che a seguito di perquisizione personale eseguita per riscontrare eventuali reati contro il patrimonio era stato trovato in possesso di una banconota da 200 euro falsa, a suo dire consegnatagli da un amico, ma che era detenuta probabilmente per essere spacciata alla prima occasione utile. La banconota, di buona fattura, è stata sequestrata, mentre l’ uomo è stato denunciato. Sempre la sezione Reati contro il patrimonio della Squadra Mobile della Questura ha denunciato in stato di libertà, per il reato di ricettazione, una 29enne di Pietrasanta, risultata effettiva utilizzatrice di un telefonino Nokia Lumia 925, del valore di alcune centinaia di euro. Il telefonino era stato rubato ad un lucchese all’ esterno di un locale della darsena da un nordafricano, che dopo averlo borseggiato si era dato alla fuga nella vicina pineta; il lucchese, nutrendo ben poche speranze, l’ indomani aveva comunque sporto denuncia in Questura. Gli investigatori della Squadra Mobile hanno rintracciato la donna, effettiva utilizzatrice finale del telefonino, e dopo averla convocata negli uffici della Questura le hanno sequestrato il telefonino, restituendolo al legittimo proprietario, ed indagando lei per ricettazione. La donna, praticante commercialista e dunque per niente sprovveduta, ha dichiarato seraficamente ai poliziotti di averlo comprato, per appena 50 euro, da un nordafricano in piazza Campioni a Viareggio. La sua cupidigia le costerà cara, poiché il reato di ricettazione è punito con pene severe.

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