Registro unioni civili a Massa, Mangiaracina (FN): “Il politicamente corretto che mette in ridicolo Sindaco e Giunta”

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MASSA –  Pil ancora giù nel 2013 (-1,3%), caduta libera anche per il turismo, con -14% delle presenze nelle strutture ricettive, il dato peggiore della media regionale; annus horribilis per il commercio, crollo generale dei finanziamenti, con l’unico dato positivo, +15%, per gli investimenti industriali. Con questi dati tragici iniziava l’articolo della bravissima e nota giornalista apuana Manuela D’angelo uscito qualche settimana fa sul Il Sole 24 Ore. “Eppure – si legge nella nota stampa di Forza Nuova di Massa- agli amministratori della nostra città non sembra interessare molto della situazione economica e delle difficoltà delle famiglie del nostro territorio. Anzi, l’unica necessità del consiglio comunale di Massa, quasi fregandosene ad esempio del tasso di disoccupazione record della nostra provincia ormai arrivato al 12%, è quella di approvare il regolamento comunale per il registro delle unioni civili.”

“Da questa decisione assunta dal Consiglio Comunale – dichiara Francesco Mangiaracina, segretario regionale di Forza Nuova – ci si accorge di come anche le istituzioni politiche a livello locale siano alquanto desiderose di riconoscersi e manifestare quello che tecnicamente viene definito “politicamente corretto” e, invece di pensare a provvedimenti a livello locale che puntino a sostenere la famiglia tradizionale oppure, avendo una visione più ampia, preoccuparsi di quelli che sono le reali problematiche della città, Sindaco e Giunta per la prima volta dall’inizio del mandato cadono nel ridicolo e approvano un regolamento inutile e superfluo”.

“Riteniamo –aggiunge Mangiaracina- che l’unica istituzione giuridica che deve essere tutelata dallo Stato, l’unica che può dare reali garanzie di stabilità, di crescita e di sviluppo e che deve essere incentivata dalle istituzioni, anche in virtù della grave crisi economica che stiamo vivendo, sia la famiglia composta da un uomo e una donna, che poi è l’unica famiglia naturalmente possibile anche ai sensi dell’art. 29 della Costituzione, che riconosce la famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio”.

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