Riconoscere i prodotti contraffatti si può: merito di una Startup toscana di un 22enne

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FIRENZE (di Alba Modugno) – E’ toscana ed è amministrata da un ragazzo di soli 22 anni la startup lanciata il 1 Maggio, in concomitanza con l’apertura di Expo 2015, che permette di riconoscere la merce contraffatta e di proteggere quindi l’originalità e la qualità del prodotto italiano, in Italia e nel mondo.

L’idea di ItforItaly è quella di costruire un database che raccolga tutte le aziende che vogliono tutelarsi dal rischio di frode, e di fornire un’app gratuita al consumatore, il quale col proprio smartphone può facilmente fermarsi davanti allo scaffale di un supermercato e leggere il codice a barre di un prodotto per verificare che sia originale. Un sistema utilissimo in un momento storico ed economico in cui il Made in Italy è continuamente duplicato all’estero.

Ma la contraffazione è all’ordine del giorno nella stessa regione Toscana: negli ultimi anni ingenti sono stati i casi di falsificazione, e altrettanto copiosi i sequestri operati dalla Guardia di Finanza. I due settori che maggiormente hanno subito l’azione di questo fenomeno sono quello agroalimentare e l’artigianato: uno dei temi più eclatanti ed attuali è infatti la contraffazione dell’olio toscano, fatto che ha visto trentacinque persone indagate dalla procura di Siena proprio nell’aprile dello scorso anno e 300 tonnellate di olio sequestrate. Per quanto riguarda l’artigianato invece, proprio in queste ultime settimane la Cna Toscana (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) ha richiesto all’amministrazione regionale che venga avviata una vera e propria lotta alla contraffazione per rilanciare il settore.

La battaglia è stata in realtà già intrapresa nel 2014 dal Ministero dello Sviluppo Economico tramite un programma di sensibilizzazione chiamato Io sono originale. L’iniziativa coinvolge le sezioni regionali delle varie associazioni a difesa dei consumatori ed è volta ad informare il più possibile i consumatori, anche quelli più giovani, circa i rischi legati all’acquisto cieco di merce molte volte straniera, o comunque spacciata per ciò che non è; e circa il da farsi nel caso in cui ci si imbatta in un prodotto appunto non originale. Sul sito c’è anche la possibilità di contattare uno sportello virtuale per ottenere informazioni e consulenze dirette. Un progetto del genere mette in risalto il grande potere che è nelle mani del consumatore, il quale non solo non è costretto a subire il mercato, ma può addirittura porsi in una posizione di attività e controffensiva: difende se stesso e le aziende oneste, anch’esse vittime nei casi di truffa, non comprando un prodotto contraffatto; ma il suo ruolo si fa ancora più determinante nel momento in cui, con pochi click, denuncia ciò che scopre o vede. Magari proprio grazie all’app di ItforItaly.

Se l’unione fa la forza si può ben sperare che, dalla sinergia fra tecnologia applicata al campo dei diritti del consumatore ed iniziative istituzionali, nasca qualcosa di buono. Interessante al momento è che un’idea così adulta ed etica sia nata nella mente di un membro della famosissima gioventù bruciata.

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