Rissa per la festa di Casapound, anche due lucchesi nei guai

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LUCCA – Ci sono anche due lucchesi tra i 12 colpiti dalla misura cautelare dell’obbligo di dimora per la maxi rissa scoppiata a Lecce, nella notte tra il 4 e 5 settembre dello scorso anno scorso, mentre a Surbo si teneva la festa nazionale di Casapound Italia. Entrambi i giovani finiti nei guai sono residenti nella città delle Mura, e per l’accusa avrebbero preso parte ad una violenta rissa esplosa in una traversa di piazza Sant’Oronzo tra due gruppi contrapposti: otto di Casapound e quattro frequwntatori del centro antagonista Binario 68 occupato. Ai due lucchesi la misura è stata notificata nelle ultime ore dalla Digos della questura di Lucca, diretta da Simone Scalzo, che è stata coinvolta e ha collaborato con gli inquirenti di Lecce.

I partecipanti alla maxi-rissa notturna vicino a piazza Sant’Oronzo (secondo testimoni vi parteciparono una settantina di persone) non furono fermati subito perché, quando le forze dell’ordine giunsero nella zona, erano tutti fuggiti. I poliziotti trovarono solo i segni lasciati: macchie di sangue, arredi danneggiati, pietre, cocci di bottiglia.
La manifestazione di Casapound si tenne a Surbo tra il 5 e il 7 settembre. Parteciparono circa 400 militanti. In concomitanza gruppi antagonisti e anarchici provenienti anche da altre province misero in atto una serie di contromanifestazioni alcune delle quali con comportamenti penalmente rilevanti, compresi danneggiamenti e occupazione per oltre un’ora della stazione ferroviaria. La Digos ha tenuto informata delle indagini la direzione centrale della polizia di prevenzione che ha coordinato le Digos di Lecce, Arezzo, Bologna, Lucca, Milano, Parma, Pistoia, Roma e Torino, tutte interessate alla notifica delle misure cautelari. Lo scorso 28 gennaio, sempre da Lecce, è stato notificato un decreto di conclusione delle indagini preliminari a 38 appartenenti all’area politica antagonista, provenienti anche da altre province, che il pomeriggio del 6 settembre diedero vita ad una contro manifestazione con corteo non autorizzato che attraversò numerose vie del capoluogo salentino.

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