“Rivestito di gioia”: il debutto del cantautore pisano Bernardo Sommani

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PISA (di Alba Modugno) – Lo scorso 22 Maggio il giovane cantautore Bernardo Sommani ha debuttato come solista al Lumiere, presentando il suo nuovo album dal titolo Rivestito di gioia. Chitarra e voce, accompagnato dalla band The Cleats, Bernardo ha intrettenuto il pubblico, per altro corposo, con un’ora e mezzo di live in cui si sono alternati brani molto movimentati a pezzi più acustici.

«Ho provato gioia» ha affermato lo stesso cantautore, soddisfatto della reazione dei presenti a delle canzoni assolutamente inedite, e felice di aver segnato un nuovo inizio per la propria carriera proprio a Pisa, sua città nella quale non suonava da più di un anno.

Rivestito di gioia è in qualche modo l’epilogo di un percorso musicale, il prodotto di alcuni anni trascorsi a suonare in pubblico e a comporre: alcuni brani dell’album infatti risalgono al 2011, ma hanno trovato posto solo ora che il progetto da solista ha in parte preso il sopravvento su altre strade.

Soli 21 anni, ma un curriculum musicale già ricco di esperienze. Bernardo infatti ha cominciato a far musica molto presto, formando a 11 anni la sua prima band, i New Age of Rock (N.a.r.) e continuando a suonare al liceo con gli Hc-Virus, gruppo punk. Nel 2012 arriva una prima piccola svolta: con il gruppo “La Fortuna di Nashira” pubblica il suo primo lavoro discografico ufficiale intitolato E’ un paese per vecchi prodotto da La Fattoria Maldestra. Parallelamente però, già dal 2011, Bernardo comincia a suonare come solista, portando così avanti contemporaneamente due percorsi.

Di certo costante negli anni resta l’importanza della chitarra per il giovane cantautore, elemento essenziale nonché punto di partenza per la composizione dei suoi brani, prima armonico-melodica e poi testuale. E proprio la chitarra l’ha seguito per qualche mese a Londra in un’esperienza che «ha a suo modo influito sulle scelte grafiche per l’album, e sull’arrangiamento del live con i The Cleats».

Ora, in un mondo discografico che Bernardo Sommani stesso reputa morente, e in un difficile panorama toscano della musica indipendente in cui le piccole realtà esistenti non cooperano ma competono, non resta che rendersi il più possibile autonomi: «Oggigiorno registrare un disco costa poco e con internet ed il nostro essere perennemente ultra-connessi ci si può facilmente fare da ufficio stampa ed agenzia booking da soli».

In effetti se alle fondamenta vi sono delle idee più o meno solide, costruire non è così difficile, anche se, come ha affermato lo stesso Sommani, «c’è della strada da percorrere» e dopo un debutto, importantissima diventa la promozione.

Certamente un concerto come quello inaugurale al Lumiere non può che dare la carica per continuare a fare ciò che si fa, sempre «in amicizia per divertirsi», ma con qualche orizzonte in più. Specie se poi si sente di avere qualcosa da dire, non solo su di sé ma anche sul mondo esterno.

A questo punto non resta che augurare a questo «ventunenne spavaldo, spocchioso ed introverso», come egli stesso si descrive, di poter passo dopo passo realizzare sogni sempre più grandi,a partire da Rivestito di gioia (acquistabile qui).

E si spera anche che una storia di questo tipo sia da stimolo per tutti i giovani musicisti toscani un po’ rassegnati, e soprattutto che nasca qualche realtà regionale volta a puntare su questi ragazzi pieni di idee e talento.

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