Roberta Ragusa, a ottobre la richiesta di rinvio a giudizio del marito

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PISA – ( di Letizia Tassinari ) – Roberta Ragusa ultimo atto. Almeno per quanto riguarda le indagini.  Entro la metà di ottobre si dovrebbe, infatti, conoscere la sorte di Antonio Logli, il marito della donna svanita nel nulla da Gello di San Giuliano Terme la notte tra il 13 e il 14 gennaio  di due anni fa, per la quale la Procura pisana ritiene l’uomo l’unico responsabile accusandolo di omicidio volontario e soppressione di cadavere. Il pm Aldo Montavani depositerà l’avviso di chiusura indagini e per ottobre dovrebbe essere fissata l’udienza vanti al gup sulla richiesta di rinvio a giudizio.

Roberta Ragusa ricerche nel lago foto Letizia Tassinari

Il corpo, i carabinieri di Pisa, lo hanno cercato anche sul Lago di Massaciuccoli, nel padule tra Viareggio, Torre del Lago e Massarosa, oltre che nel pisano. Ma della donna mai nessuna traccia (il video delle ricerche nel lago: MISSING). Il 15 maggio scorso  il comandante provinciale dell’Arma di Pisa,  Andrea Brancadoro, e il colonnello Vincenzo Molinese, del reparto crimini violenti del Ros di Roma, avevano incontrato il procuratore Ugo Adinolfi, per consegnargli gli ultimi atti relativi all’inchiesta che vede indagato il marito della donna, Antonio Logli.  Bocche cucite, e massimo risesrbo, sul contenuto del colloquio, ma da quanto trapelato i due ufficiali avrebbero consegnato al procuratore una sintesi ‘georeferenziata’ dei principali atti investigativi: una relazione, cioè, nella quale sarebbero indicati luoghi e orari in base alle testimonianze raccolte durante l’indagine, oltre ad altri indizi di colpevolezza a carico del marito,  accusato di omicidio volontario e non più di occultamento di cadavere, bensì di distruzione dello stesso, motivo, questo,  per cui i resti di Roberta Ragusa non sarebbero mai stati più trovati. Poche settimane prima, da una relazione dei carabinieri pisani e del Ros  fu”demolito l’alibi del marito” e che, secondo i carabinieri, avrebbe “sostanzialmente convinto la procura a chiedere almeno il rinvio a giudizio” dell’unico indagato.

Sono state tre le nuove testimonianze degli ultimi mesi, che confermerebbero quanto detto durante l’incidente probatorio da Loris Gozi che aveva riferito agli inquirenti di avere visto Logli litigare con qualcuno quella notte in via Gigli, smentendo quanto dalo stesso raccontato agli investigatori, ossia che non era mai uscito da casa e che aveva scoperto della scomparsa della moglie solo il mattino successivo, al suo risveglio. Poi, tra le testimonianze compatibili, quelle di Margherita Latona, ex collaboratrice domestica di famiglia, Silvana Piampiani, una vicina di casa, e Filippo Campisi, un vigile del fuoco che si era trovato a passare nella zona proprio durante la notte della scomparsa. .

 

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