Ruba in tutta la provincia, rintracciato finisce in cella

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LUCCA – La Polizia di Stato di Lucca ha rintracciato e tratto in arresto Naser Berisa, 37enne originario di Pristina (Ex Jugoslavia), da tempo trapiantato in Italia dove ha avuto anche una figlia da una italiana, prima di separarsi. L’ uomo era ricercato dalla Procura della Repubblica di Lucca, un quanto deve scontare la pena complessiva ad 1 anno di reclusione, per reati contro il patrimonio commessi  tra la Mediavalle del Serchio e la Versilia. Avuto il provvedimento, i poliziotti della sezione Catturandi della Squadra Mobile si sono messi sulle sue tracce, poiché da qualche tempo il Berisa era diventato  “senza fissa dimora”, poiché aveva abbandonato il suo ultimo domicilio conosciuto di Camaiore senza più dare notizie di sé. I poliziotti lo hanno cercato tra Borgo a Mozzano, Lucca e Camaiore, i tre luoghi dove nel passato l’ uomo aveva soggiornato, per una intera giornata, chiedendo informazioni sul suo conto a soggetti che lo avevano conosciuto, senza però riuscire a trovarlo. Al termine della giornata erano appena rientrati  negli uffici della Questura per compilare il verbale di c.d. “vane ricerche”, che in gergo indica in dettaglio le ricerche effettuate dalla polizia per rintracciare destinatari di provvedimenti  dell’ Autorità giudiziaria, e che hanno avuto esito negativo. Tale verbale è propedeutico alla dichiarazione di latitanza da parte del Tribunale, che consente di mandare avanti il processo anche in contumacia, anche se con una recentissima riforma, contenuta nella normativa “svuota carceri”, tali ricerche vanno annualmente ripetute, e comunque nel primo anno, in alcuni casi, il processo viene sospeso, con una opportuna interruzione dei termini di prescrizione. Mentre i poliziotti attestavano di non aver rintracciato il catturando, è giunta una telefonata al centralino della Questura: dall’ altro capo del telefono era proprio  il Derisa, il quale aveva saputo che la Polizia lo cercava e si era fatto vivo. Avendo intuito che i poliziotti lo cercavano per una pendenza con la giustizia, ne ha chiesto loro conferma al telefono. I poliziotti si sono ben guardati dal confermare la circostanza, per timore che si desse alla fuga; il Berisa  ha insistito e detto ai poliziotti che era pronto a costituirsi, ma che era senza soldi, e di andarlo a prelevare se proprio ci tenevano così tanto ad arrestarlo. Detto fatto: una pattuglia è partita per Vecchiano (PI), dove il Berisa è stato prelevato all’ ora di cena e, dopo un passaggio negli uffici di viale Cavour per la notifica dell’ atto ed il rituale fotosegnalamento, è stato accompagnato al S. Giorgio. Salutando i poliziotti che lo avevano appena arrestato, li ha ringraziati perché, facendolo accedere in carcere prima di mezzanotte, dal punto di vista del computo della pena aveva già scontato 1 giorno di reclusione.

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