Ruba, si sdraia in terra, finge un malore e morde un dipendente di Zara

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LIVORNO – Le volanti della Questura di Livorno si sono portate presso il negozio Zara di via Grande su richiesta della responsabile del negozio in quanto il proprio personale di vigilanza aveva fermato una donna in possesso di merce rubata, che si accingeva a portar via all’interno della sua borsa e che per darsi alla fuga aveva usato violenza. Sul posto gli operatori della volante venivano indirizzati dall’addetto all’assistenza clienti nella stanza sul retro del locale, dove la responsabile del negozio era in compagnia di una donna straniera, visibilmente agitata, la quale gridava che avrebbe pagato tutto e che non c’era bisogno che intervenisse la Polizia.  L’addetto ai clienti indicava la donna straniera come l’autrice del tentativo di furto di alcuni capi di abbigliamento che aveva occultato all’interno della borsa personale con l’intento di eludere il sistema di antitaccheggio.  La donna appariva da subito insofferente alla presenza della pattuglia , rifiutando di collaborare con gli operatori ed estraeva dalle proprie tasche il contenuto che risultava non attinente al reato.  La stessa informata del suo trasferimento presso gli uffici, iniziava a dare in escandescenza, sbracciando e spintonando gli operatori, opponendo quindi una resistenza attiva, gridando inoltre che non potevano portarla via perché avrebbe pagato.  Gli operatori della volante, ricostruiti i fatti accaduti ,provvedevano a porre sotto sequestro la borsa di pelle marrone che la donna aveva usato per il tentativo di furto.
Trattasi di una borsa di eco pelle marrone, priva di marca, al cui interno era stato inserito in maniera artigianale un grosso involucro multistrato di carta argentata, notoriamente usata da chi perpetra furti, per eludere il sistema di antitaccheggio. All’interno della borsa venivano rinvenuti vari capi di abbigliamento femminili, tutti con cartellino e placca antitaccheggio applicata, per un valore complessivo di € 315.60. Tutti i capi, accertatene l’integrità degli stessi, venivano immediatamente riconsegnati alla responsabile del negozio. Nella ricostruzione dell’episodio, l’addetto ai clienti, riferiva che alle ore 13.45 mentre stava svolgendo il servizio di addetto ai clienti al primo piano (reparto donna) notava la donna entrare in un camerino di prova con un cospicuo numero di capi di abbigliamento per uscirne dopo alcuni minuti con soli tre capi in mano, che abbandonava immediatamente su un banco espositivo nei pressi, per poi riprendere a girare nel negozio. L’uomo contestualmente notava che la borsa indossata dalla donna aveva cambiato volume in maniera evidente, risultando molto più grande,  L’addetto a questo punto scendeva al piano inferiore, posizionandosi vicino l’uscita, a ridosso della barriera antitaccheggio.  Poco dopo la donna con la borsa marrone scendeva al piano terra, dove visionava altri capi per poi risalire di nuovo ai piani superiori e riscenderne dopo circa 15 minuti, dirigendosi alla cassa dove effettuava il pagamento di alcuni articoli e poi dirigersi verso l’uscita. All’attraversamento della barriera antitaccheggio, si attivava il sistema di allarme. L’addetto invitava la donna ad effettuare un nuovo passaggio di prova attraverso la barriera ma rifiutava categoricamente, iniziando ad alterarsi e nel tentativo di guadagnarsi la fuga, spintonava in maniera energica l’uomo, il quale, fermo davanti a lei, accusava il colpo ma non permetteva, rimanendo fermo, il suo passaggio.  La donna si aggrappava alla barriera antitaccheggio al fine di sopraffare l’uomo e guadagnarsi l’impunità. L’addetto chiedeva alle dipendenti di far intervenire la Polizia, mentre la donna continuava a strattonarlo, per poi adagiarsi improvvisamente a terra, probabilmente fingendo un malore, asserendo di essere diabetica.  L’uomo le tendeva la mano per prestarle soccorso, ma la donna, appena in piedi gli afferrava la mano sinistra e gliela mordeva sul dorso. L’uomo, molto dolorante, si divincolava dalla donna e chiedeva al personale del negozio di sollecitare l’intervento della Polizia.  All’interno della borsa, rimossa la schermatura in carta argentata, gli operatori rinvenivano una tronchesina con manici in plastica di colore nero e un paio di forbicine da manicure. Tali attrezzi, a corredo della borsa schermata, generalmente usati per perpetrare furti nei negozi e per forzare le placche antitaccheggio o staccare le piastrine antitaccheggio presenti all’interno delle confezioni, venivano sequestrati La donna, N.F. di nazionalità marocchina nata nel 1987 e residente a San Vincenzo veniva tratta in arresto per il reato di tentata rapina impropria e tradotta al carcere Don Bosco di Pisa.

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