Sanità, tempi d’attesa biblici anche per chirurgia

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LUCCA – Non avevamo dubbi: i dati diffusi dalla Asl di Lucca sui tempi d’attesa nella sanità smentiscono le rassicurazioni che ci avevano dato la dirigenza Asl che ci ha ricevuto lo scorso 5 dicembre nella nostra visita agli ospedali di Lucca e Barga. Non solo la sanità toscana è tutt’altro che efficiente, ma gli uomini di Rossi & co. prendono in giro cittadini e istituzioni, pensando di poter gestire i servizi come se fossero cosa loro”. Così il capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Giovanni Donzelli e la consigliera Marina Staccioli, che proprio nei giorni scorsi avevano visitato alcuni presidi sanitari lucchesi. “Come dimostrano ancora una volta questi dati i servizi offerti dalla Toscana nella sanità fanno acqua da tutte le parti. E se per gli esami si devono attendere molti mesi, fa specie che le file siano lunghissime anche per interventi chirurgici anche urgenti – sottolineano ancora Donzelli e Staccioli – secondo i dati più recenti forniti dal Ministero della Salute, in Toscana sono necessari quaranta giorni di attesa per essere ricoverati per un tumore al seno, la peggior performance di tutta Italia, a fronte di una media nazionale di 24 giorni. Sul fronte del tumore alla prostata, peggio della Toscana (47,6) c’è solo l’Umbria (50,9). E lo stesso discorso vale per angioplastica (36,6), tumore al polmone (27) o all’utero (27,8), dove i tempi d’attesa per essere ricoverati vedono la Toscana terzultima e superata persino dalle regioni del Sud Italia, non sempre al top dell’efficienza”. Altri dati dicono che per le operazioni per il by-pass coronarico in Toscana sono necessari oltre 49 giorni, mentre in Calabria o Basilicata ne bastano 15. Oppure il tumore al colon: se in Molise bastano 9 giorni, in Toscana serve quasi un mese. Il problema non riguarda solo gli interventi in regime ordinario, ma anche quelli in day hospital come l’operazione di ernia inguinale: qui c’è da aspettare 77 giorni, in Campania e in Sicilia appena 25. Tempi lunghi persino per la chemioterapia (17,9) e la coronarografia, dove peggio dei 41 giorni toscani ci sono solo i 158 della Campania

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