Sbanda, abbatte un muro e si da alla fuga

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LUCCA – Alle 4 di stanotte la Sala Operativa della Questura ha ricevuto la segnalazione di un sinistro stradale su via Nuova per Pisa, in cui il conducente della vettura, dopo essere finito contro un muretto di recinzione di una abitazione, abbattendolo, è sceso dal mezzo e si è dato alla fuga. Le Volanti, giunte immediatamente sul posto, hanno perlustrato la zona rintracciando poco lontano dal luogo dell’incidente il proprietario della vettura.
L’uomo, risultato essere un  trentacinquenne lucchese, ha riferito ai poliziotti di aver perso il controllo del veicolo a causa dell’elevata velocità ma non dava una giustificazione plausibile circa il repentino allontanamento dal luogo dell’incidente. Gli agenti hanno sospettato che l’uomo avrebbe voluto sottrarsi al controllo alcolemico, infatti il successivo test ha confermato i sospetti, poiché risultato essere del doppio consentito.
All’uomo è stata ritirata la patente ed è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza alcolica.

Il personale della Squadra Volante ha denunciato in stato di liberta D.U., pisano di 45 anni, autore di un furto di bicicletta presso la ditta “La Toscana nel cuore” di via Vittorio Emanuele.
I poliziotti hanno accertato che l’uomo aveva asportato una delle bici in esposizione, allontanandosi in direzione Piazza San Romano. Il ladro però era stato da subito notato ed inseguito da un dipendente del negozio che, in costante contatto telefonico con il 113, comunicava alla Polizia le fasi dell’inseguimento. Un equipaggio della Squadra Volante ha bloccato l’uomo nella citata piazza. Accompagnato in Questura è stato compiutamente identificato e denunciato in stato di libertà per il furto.

L’intervento della Squadra Volante è stato richiesto presso il negozio OVS, sito in questa via Roma, dove personale della sicurezza interna del negozio aveva fermato un bimbo di 13 anni (non imputabile) che aveva rubato due felpe, del valore complessivo di 60 euro. Gli agenti hanno fatto arrivare sul posto il padre a cui il giovane è stato affidato. La merce trafugata è stata pagata dal genitore, poiché, nell’asportare i dispositivi antitaccheggio era stata danneggiata e non più idonea alla vendita.
Il bimbo avrebbe preferito essere trattenuto in questura piuttosto che affrontare i genitori.

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