Smog, Toscana pronta a intervenire

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FIRENZE – Smog e mutamenti climatici. “I nostri principali alleati sono la natura, la scienza e la democrazia. Il mondo quest’anno è sconvolto dai cambiamenti climatici. Ben poca cosa appaiono le decisioni di Parigi. L’Italia è nello smog. La causa principale sono tutti i processi di combustione. In Toscana abbiamo una buona legge, che demanda ai Sindaci l’attuazione dei provvedimenti di mitigazione. Già dalle scorse settimane le situazioni più problematiche riguardano la valle dell’Arno. Faremo la verifica della situazione e dei provvedimenti assunti. Se nessuno è intervenuto, lo faremo come Regione in via sostitutiva”. Ad affermarlo è il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, in un post su Facebook: “Per l’adeguamento e la lotta ai cambiamenti climatici occorrono interventi strutturali, politiche in grado di modificare e razionalizzare il modello di sviluppo e le abitudini di consumo. È necessario introdurre una cura del ferro nella mobilità urbana. Ridurre il traffico veicolare e i consumi domestici. Nelle abitazioni la temperatura non deve superare i 18 gradi. Fuochi nei camini e all’aperto vanno ridotti e vietati. Per affrontare questa sfida in Toscana ci siamo dotati di un Piano Ambientale ed Energetico. Con una legge (lr. 66/2011) abbiamo reso inedificabili le aree a rischio idraulico elevato. Abbiamo fermato il consumo di suolo agricolo (lr. 65/2014). Terreni fertili e ricchi di sostanza organica sono la nostra migliore assicurazione. Il suolo sequestra il doppio del carbonio presente in atmosfera. Il triplo di quello catturato dalla vegetazione. Per questo abbiamo dedicato il 50% dei fondi del Piano di Sviluppo Rurale (2014-2020) alla lotta ai cambiamenti climatici (il 20% è la quota richiesta dall’UE). Un terzo di queste risorse sono destinate alla cura dei boschi. Alla manutenzione delle foreste danneggiate da eventi catastrofici. Le aree urbane più antropizzate che presentano criticità legate all’inquinamento atmosferico (in relazione alle polveri sottili e al biossido di azoto) devono adottare uno specifico piano contenente azioni di riduzione delle emissioni inquinanti, anche di CO2. Ad oggi sono stati approvati 32 di questi piani. La Regione Toscana ha aderito in qualità di Coordinatore Territoriale al Patto dei Sindaci, la principale iniziativa comunitaria per coinvolgere le autorità locali nel raggiungimento degli obiettivi fissati dal Pacchetto Clima ed Energia. Sono 60 i Comuni aderenti al Patto. L’accordo di Parigi è debole e tardivo. Occorrono azioni concrete da parte della politica e delle istituzioni e da parte dei cittadini. Il mio impegno è rivolto ad aumentare il più possibile la nostra capacità di assorbimento della Co2. La Toscana è la regione italiana più boscata: 1.086.000 ettari di boschi (il 47% del territorio regionale). Grazie al suo polmone verde assorbe quasi un terzo (10 Milioni di tonnellate di CO2) delle emissioni di gas serra che produce (33 Milioni di tonnellate di CO2). Per aumentare la nostra capacità di assorbimento la scorsa settimana abbiamo deliberato nuove piantumazioni nell’area metropolitana fra Firenze e Prato. Per ora pianteremo 250.000 alberi su 150 ettari di suolo, con cui assorbiremo più di 12.500 tonnellate di Co2 in un anno. Il Parco della Piana prevede più di 7000 ettari di aree verdi e agricole. Puntiamo a piantumare almeno 600 ettari di terreno. Sarà uno dei parchi più grandi d’Europa. La ferita inferta dall’uomo alla natura potrà essere sanata solo dal progresso delle scienze e della tecnica sotto la guida della politica e della democrazia. Ora o mai più”.

 

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