Sorpresa a bruciare 300 chili di rame al campo nomadi, denunciata

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PISA – Erano le due di notte quando nel tornare a casa dopo un servizio di pedinamento durato tutta la giornata, passando per via Bigattiera, un carabiniere ha notato due roghi con fiamme molto alte provenire dall’interno dell’accampamento nomadi abusivo situato in quella via: subito una telefonata ai colleghi di pattuglia, che con due macchine si sono precipitati all’interno del campo.

I colleghi già immaginavano il motivo dei roghi, e le previsioni sono state subito riscontrate dai fatti: una donna macedone, B.P., del 1980, è stata trovata nell’atto di assistere al rogo di alcune cataste di cavi elettrici, bruciando le quali si attende lo scioglimento della plastica per poi ricavarne il rame, da rivendere a ricettatori compiacenti.

Il rame, per un totale stimato di più di 300 chili, evidentemente provento di furto in quanto non presente nei controlli svolti nei giorni precedenti, è stato sottoposto a sequestro penale.

La legge 152/2006, testo unico in materia ambientale, è stata da non molto modificata con un articolo apposito che punisce l’abbruciamento di rifiuti.

La donna, particolarmente arrabbiata -probabilmente per l’ingente valore che avrebbe potuto fruttare il rame una volta venduto-, è stata denunciata in stato di libertà.

L’arresto, seppur teoricamente previsto, non è stato attuato in quanto la nuova normativa sulla custodia cautelare non avrebbe consentito l’applicazione della custodia in carcere per la giovane macedone.

Sul posto è intervenuta una squadra dei vigili del fuoco per spegnere i due roghi e per raffreddare le matasse di rame, prima che il carro attrezzi le prelevasse per portarle alla depositeria giudiziaria.

Un’altra notte di “ordinaria amministrazione” per le pattuglie del Nucleo Operativo e Radiomobile

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