Sorpresi a bruciare matasse di rame nel campo di Coltano: arrestati

0

PISA – Una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile, in turno nella notte tra lunedì e martedì, nel transitare sulla strada statale Aurelia, ha notato una densa nube di fumo nero che interessava la statale stessa; il fumo proveniva dall’abitato in via dell’idrovora, dove sono presenti le villette concesse dal Comune di Pisa ad alcune famiglie di Rom, provenienti tutte dalla Macedonia.
L’alfa 159 dei militari imboccava la via Idrovora in direzione del campo nomadi, a luci spente, notando che attorno al fuoco vi erano le due persone che stavano procedendo a custodire il materiale che stava bruciando, mantenendo la combustione con delle aste in ferro che servivano per spostare le matasse e impedire quindi che il fuoco si spegnesse.
Scesi dall’autoradio, i due militari si avvicinavano al fuoco, notando che nei prati antistanti l’insediamento, due persone erano intente a bruciare delle matasse di rame, al fine di far sciogliere la copertura in plastica e poter poi rivenderle a ricettatori compiacenti.
Altre matasse dello stesso materiale erano presenti attorno al fuoco, alcune già bruciate e prive di guaina in plastica, mentre molte altre avevano ancora il rivestimento. Sempre vicino al fuoco, la pattuglia rinveniva una presa di corrente per cavi di alta tensione, inoltre vi era una grossa tanica in plastica di colore rosso, contenente circa 25 lt. di olio lubrificante combustibile, probabilmente utilizzato come innesco per appiccare il fuoco.
Il cosiddetto oro rosso ha un mercato sempre fiorente, in quanto valutato circa 5-6 euro se venduto clandestinamente a ricettatori compiacenti.
L’opera di abbruciamento del rame è necessaria sia per togliere la plastica, sia per sporcare il rame, in modo tale da farlo sembrare vecchio e destare meno sospetti in caso di controllo.
I due soggetti, in seguito identificati in Beljurov R. e di Thaki I., macedoni, venivano ammanettati e assicurati all’interno dell’autoradio di servizio, ed al contempo veniva fatto giungere prontamente sul posto un mezzo dei vigili del fuoco per spengere il fuoco, mentre il materiale veniva portato via con un carro attrezzi e quantificato in circa 350 kg.
Il reato contestato è quello aggiunto da poco più di un anno alla normativa ambientale, l’art. 256 bis (combustione illecita di rifiuti) del decreto legislativo 152 del 2006, testo unico in materia ambientale, che prevede una pena da tre a sei anni di carcere. L’articolo venne inizialmente pensato per l’emergenza rifiuti in Campania, ma è sempre più frequente notare come vi siano roghi incontrollati di rifiuti.
Il pubblico ministero, disponeva per i due arrestati la remissione in libertà, non ritenendo di dover adottare misure cautelari.
Nella mattina di ieri, sempre una pattuglia del nucleo operativo e radiomobile, provvedeva a fermare di fronte alla sala scommesse sita in corso Gramsci, zona stazione, un tunisino, Talbi Z., del 79, conosciuto dai militari e da poco uscito di galera.
Lo stesso, all’atto del controllo, veniva trovato in possesso di circa 5 grammi di eroina, che sul mercato possono essere divisi in circa 25 dosi, ad un prezzo medio di 15 euro.
L’uomo, appena sottoposto all’obbligo di firma presso la stazione Carabinieri di Pisa, veniva tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio e il pubblico ministero, viste le condanne ed i precedenti specifici (5 arresti in 5 anni) e la misura cautelare in atto, ha disposto la custodia cautelare in carcere.

No comments

*