Spacciava in piazza Mazzini, pedinato e arrestato

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LIVORNO – E’stato arrestato dalla squadra mobile della Questura di Livorno perché spacciava in piazza Mazzini.
L’operazione scattata a seguito di pedinamenti e indagini si è conclusa con l’arresto di Ben Slimane Mohamed Ali, tunisino di anni 30, per lui l’accusa è detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

Nella mattinata di ieri, intorno alle 11 circa in via Bini, il personale della squadra Mobile vedeva lo straniero che si incontrava con un 42 enne, livornese, tossicodipendente , al quale cedeva un involucro in cellophane bianco in cambio di una somma di denaro (26 euro) per poi successivamente allontanarsi in due direzioni diverse.
Appena svoltato in via delle Navi, il livornese, veniva immediatamente fermato e controllato; in questo frangente lo stesso consegnava il piccolo involucro di colore bianco, contenente .0,46 grammi di cocaina come da successivi accertamenti effettuati presso la Polizia Scientifica affermando di farne uso personale.
Contemporaneamente altro personale procedeva al controllo dell’uomo, seguito e mai perso di vista, raggiunto in corso Mazzini. Sottoposto a perquisizione personale veniva trovato in possesso della somma di 26 euro custodita nelle tasche del piumino indossato (incasso della cessione dello stupefacente) e di altri 15 euro custoditi nel portafogli che aveva nella tasca dei pantaloni.  La perquisizione veniva estesa anche al suo domicilio in piazza Mazzini dove in una scarpa da tennis di marca “Adidas” di colore bianco, appoggiata alla parete veniva rinvenuto un uovo in plastica verde di quelli che contengono le sorprese all’interno degli ovetti di cioccolata con al suo interno 5 involucri in cellophane bianco contenenti gr. 3,29 lordi di sostanza in polvere, risultata essere eroina (come risultato da accertamenti esperiti presso il Gabinetto provinciale di polizia Scientifica)
Nell’armadio della camera da letto gli operatori rinvenivano una scatola in pelle contenente 2.150 euro suddivisi in vario taglio.
Mentre in cucina veniva trovata una bilancina elettronica sporca di residui di polvere bianca, un telefono cellulare Nokia 610, un rotolo di cellophane trasparente ed una busta in cellophane per la spesa, da cui erano stati ritagliati dei cerchi da usare per il confezionamento di dosi di stupefacente.
Lo stupefacente, la bilancina elettronica, le banconote, la busta in cellophane ritagliata, il rotolo di pellicola trasparente, i due telefoni, venivano sequestrati e messi a disposizione dell’AG, quali mezzi e provento dell’attività di spaccio di stupefacenti.
Alla luce di quanto accertato, gli operatori procedevano all’arresto del cittadino tunisino per i delitti previsti e puniti dagli artt. 73 c1 e 3 ed 80 del DPR 309/90.

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