“Squadra Rame”, Polfer in azione anche nelle aziende toscane di stoccaggio

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FIRENZE – La Polizia è da sempre impegnata a contrastare l’attualissimo fenomeno criminale dei furti di “oro rosso”, da marzo di quest’anno anche con un nuovo nucleo della Polizia Ferroviaria che prende appunto il nome di “Squadra Rame”.
Questa “unità operativa” è specializzata non solo nella prevenzione e repressione di questi furti ma anche in specifici controlli nelle aziende che si occupano della gestione dei rifiuti, con approfondite verifiche sulla provenienza del materiale stoccato.
Il furto di rame (presente in grandi quantità nei cavi di alimentazione utilizzati nel settore dei trasporti) è infatti un reato che desta allarme anche a livello europeo per le pesanti interruzioni nei servizi pubblici essenziali, con le conseguenti ripercussioni sull’ordine e la sicurezza pubblica.
L’ingente valore economico di questo particolare metallo lo rende particolarmente ambito dalle bande criminali, anche mal organizzate, che hanno bisogno di pronta liquidità.
Sono per lo più gravi le conseguenze che derivano da questi episodi: le linee ferroviarie in Toscana servono migliaia di pendolari che usano quotidianamente il treno per recarsi al lavoro. Ieri un tentativo di furto ha causato danni e problematiche alla rete ferroviaria.
Per questi motivi l’impegno delle forze dell’ordine è garantire una sempre più mirata ed efficiente attività di contrasto al fenomeno con una serie di controlli diversificati come quelli operati ieri in Toscana da 126 agenti della polizia ferroviaria.
L’attività si è svolta in concomitanza di una ben più ampia iniziativa europea denominata “Railpol – 8° Rail Action Day RED GOLD/24 blue” attuata in tutta Europa.
Sono stati intensificati i controlli delle linee ferroviarie, identificate 489 persone e controllate 24 aziende che si occupano proprio della gestione dei rifiuti.
Durante l’attività i poliziotti della “Squadra Rame” hanno denunciato un 55enne, titolare di un’azienda nel territorio della provincia di Arezzo, poiché aveva allestito, in aree non autorizzate, un deposito incontrollato di rifiuti non pericolosi ed altri materiali per i quali sono in corso i relativi accertamenti.
Sono state inoltre contestate, a tre soggetti diversi, sanzioni amministrative per oltre 2000 euro per una serie di irregolarità nella gestione dell’attività di riciclo dei rifiuti (incompleta tenuta dei registri di carico e scarico del  materiale, nonché dei relativi formulari previsti dalle vigenti normative).

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