Staccioli: “Disturbi specifici dell’apprendimento. Finalmente un piccolo passo nella direzione giusta”

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FIRENZE – “Un piccolo grande passo per rendere più equo l’insegnamento nelle scuole.” Si esprime così la consigliera Marina Staccioli esponente di Fratelli d’Italia.

Tra i tanti argomenti all’ordine del giorno dell’ultimo impegnativo Consiglio Regionale, anche la mozione sulla questione dei disturbi specifici dell’apprendimento, i cosiddetti DSAp.

“Purtroppo, nonostante questo genere di “diversità” coinvolga circa il 3-5 per cento della popolazione scolastica, è ancora molta l’ignoranza in merito. Chi ha un disturbo specifico dell’apprendimento ha un modo diverso, rispetto alla maggior parte delle persone, di apprendere, semplicemente.”

La legge che riconosce giuridicamente la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia come Disturbi Specifici di Apprendimento e tutela il diritto allo studio di alunni e studenti è la 170/2010. Ad essa sono allegate le Linee Guida, elaborate in base alle più recenti conoscenze scientifiche e contenenti indicazioni per realizzare interventi didattici individualizzati e personalizzati.

La mozione, elaborata dalle consigliere Lucia Matergi e Daniela Lastri e emendata dalla consigliera Staccioli, impegna la Regione, nella corretta applicazione delle Linee Guida, a vigilare sulla tempistica per l’ottenimento della certificazione DSAp, anche accelerando i percorsi di accreditamento delle strutture private per le diagnosi.

Il certificato è di fondamentale importanza per i soggetti che soffrono di questo disturbo in quanto, solo una volta ottenuto, l’istituto scolastico che ospita il ragazzo può redigere il cosiddetto Piano didattico personalizzato col fine di agevolarlo nello studio.

“Questi ragazzi che hanno un modo diverso di apprendere – precisa Staccioli – necessitano anche di diversi strumenti che li aiutino nello studio, come per esempio i computer, per questo motivo abbiamo voluto porre l’accento anche sugli aiuti economici, quell’Indennità di Frequenza prevista dalla legge nazionale alla quale risulta però difficile accedere per motivi burocratici che si differenziano da provincia a provincia.”

“I ragazzi che soffrono, se così si può dire, di DSA, hanno solo un diverso approccio verso lo studio e l’apprendimento,- conclude Staccioli- e dobbiamo fare tutto il possibile affinchè non siano discriminati a livello scolastico.”

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