Stalking condominale, in manette due coniugi

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PESCIA – Arrestati per “stalking”dai militari della stazione carabinieri di Pescia, che hanno eseguito un’ ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Pistoia Patrizia Martucci,, due coniugi pregiudicati del luogo, C.G. 39enne e I.T. 42enne, trasferiti rispettivamente presso il carcere di Prato e quello di Sollicciano.
La vicenda che vede come protagonisti i due, ha avuto origine da recenti denunce presentate da altri condomini del palazzo del centro storico ove viveva la coppia, stanchi delle vessazioni, minacce, ingiurie ed aggressioni fisiche alle quali erano sottoposti, ma in realtà i fatti che l’hanno determinata, sussistono da anni, e sono praticamente proseguiti fino all’arresto di ieri. Abitualmente i due disturbavano il riposo delle persone abitanti nello stabile ma anche nel vicinato, con grida rumori e musica di apparecchi elettronici ad altissimo volume, ad ogni ora del giorno e della notte. Ubriacandosi abitualmente, minacciavano, molestavano e offendevano più volte alcuni condomini ed in qualche caso compivano atti di danneggiamento, provocando uno stato di continua ansia ed il fondato timore per la propria incolumità a più persone, colpendo per esempio con pugni e calci le porte degli altri appartamenti per futili questioni sempre provocate dalla loro aggressività. Nel luglio del 2014 era arrivato alla Procura tramite la locale stazione carabinieri un esposto non sottoscritto ma riconducibile agli abitanti della zona, che si lamentavano delle intemperanze della coppia, mentre sia prima che dopo la presentazione dell’esposto vi sono state denunce di persone che avevano subito vere e proprie aggressioni fisiche e vessazioni intollerabili: un condomino, aggredito per futili motivi era stato colpito da una bottigliata sulla testa e poi minacciato di morte con una sbarra di ferro. Un’altra, minacciata di morte perché ritenuta dai due responsabile di furto di corrente elettrica ai loro danni, frutto peraltro della loro fantasia, era rimasta per varie ore senza luce in casa perché i due le avevano staccato il contatore e la donna temeva una loro “imboscata” se fosse uscita di casa per riavviare il quadro elettrico.

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