Stazzema e Firenze insieme per ricordare le alluvioni

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STAZZEMA – Il Comune di Stazzema inizia a programmare le iniziative per il 20° Anniversario dell’Alluvione in Versilia. Incontro con il Capo Dipartimento della Protezione Civile a Roma per un programma nazionale di eventi insieme al 50° anniversario dell’Alluvione di Firenze. Nei prossimi mesi incontri con il Paese di Cardoso e le Amministrazioni vicine

Il Sindaco di Stazzema, Maurizio Verona, il Vice Sindaco ed assessore alla Protezione Civile Egidio Pelagatti e l’Assessore alla Pubblica Istruzione Marco Viviani hanno incontrato a Roma il Capo del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, Fabrizio Curcio per definire il programma delle manifestazioni in ricordo dell’alluvione in Versilia del 19 giugno 1996. Presente anche il Direttore del Cerafri, il Centro per lo studio del Rischio idrogeologico e Professore dell’Università di Firenze Enio Paris, perché il programma di celebrazione avrà una dimensione regionale e nazionale con l’associazione degli eventi in Versilia con quelli in ricordo dell’alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 quando si ricorderà il 50° anniversario dell’evento che portò ad oltre 30 vittime non solo a Firenze, ma tutto lungo il corso del fiume Arno. Il Dipartimento Nazionale di Protezione civile ha sposato la proposta del Comune di Stazzema di una serie di iniziative a livello nazionale non solo per ricordare, ma per sostenere le Amministrazioni Pubbliche nel mettere in campo politiche virtuose per prevenire il dissesto ambientale ed il rischio di nuove alluvioni: un progetto che prevede la collaborazione con i cittadini che possono contribuire con comportamenti consapevoli che riducano le conseguenze più tragiche che seguono gli eventi alluvionali, evitando di mettere a rischio se stessi e i propri cari con comportamenti scorretti che intralciano spesso le attività delle forze dell’ordine. Vi sarà una collaborazione con le strutture scolastiche perché la prevenzione entri nelle scuole e i ragazzi e le loro famiglie conoscano cosa è bene fare e cosa non si deve fare.
“Raggiungiamo un traguardo importante con i venti anni dall’alluvione del 1996”, commentano gli amministratori di Stazzema dopo l’appuntamento al Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, “perché significa che esiste una generazione che è nata dopo quegli eventi e non ha vissuto quei tragici momenti: dopo l’alluvione di Cardoso nacque la Pubblica Assistenza di Stazzema, oggi impegnata in tutto il mondo, e si rafforzò una cultura del volontariato che oggi è forte nella nostra Comunità. Abbiamo scelto di dare alla ricorrenza un taglio non solo locale con il ricordo di ciò che avvenne e delle nostre vittime, ma nazionale, perché se è vero che dopo l’alluvione del 1996 furono messe in campo tante risorse per il ripristino dell’alveo del Fiume Versilia e per riportare la vita nei paesi distrutti, è pur vero che siamo di continuo alle prese con eventi calamitosi per le mutazioni climatiche e l’abbandono dei boschi: per questo è necessario che all’azione di ripristino si affianchi una cultura della protezione civile che aiuti i cittadini. Nei prossimi mesi faremo incontri con il Paese di Cardoso, le amministrazioni locali a noi vicine, il mondo della scuola e del volontariato per mettere in campo anche iniziative culturali legate alla memoria coordinate dall’Assessore alla Cultura Serena Vincenti, ma soprattutto per informare e formare la cittadinanza per creare cittadini più consapevoli di fronte agli eventi atmosferici, creando nuovi e più efficaci sistemi di allerta, ma sottolineando come spesso comportamenti sbagliati amplifichino il rischio. Il Cerafri che ha sede a Retignano coordinerà la parte scientifica degli eventi. Stazzema è anche sede del Parco Nazionale della pace ed è intenzione dell’Amministrazione Comunale di Stazzema associare due principi ispiratori del Comune, ovvero il volontariato e la memoria”

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