“Suicidio, prevenire si può”, Stefania Saccardi alla Conferenza regionale

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FIRENZE – “Una giornata importante per riflettere su un tema centrale in ambito di salute pubblica, su cui la Regione Toscana continuerà a porre attenzione, rafforzando quanto può essere utile a creare una rete di protezione”. E’ quanto ha detto l’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, intervenendo oggi alla conferenza regionale “Parlarne aiuta”, organizzata nel Palagio di Parte Guelfa dalla Regione Toscana, in collaborazione con il Comune di Firenze e con l’Anci, in occasione della Giornata mondiale di sensibilizzazione alla prevenzione del suicidio (che ricorre il 10 settembre, ma si celebra nell’arco della settimana).

“Ruolo centrale lo ricopre in questo il Centro di Ascolto Regionale – ha proseguito Stefania Saccardi -, che svolge un prezioso lavoro di accoglienza e supporto psicologico delle persone in difficoltà che in qualche modo hanno a che fare con la problematica del suicidio. Professionisti specializzati, in raccordo con i servizi di salute mentale dell’intero territorio regionale, insieme ai Comuni e alle istituzioni locali, continueranno a lavorare insieme per intercettare il bisogno prima che si manifesti in patologia, perchè riteniamo che la prevenzione sia un pezzo importante del diritto alla salute, specialmente quando si parla di giovani e adolescenti”.

Alla conferenza ha portato i saluti anche l’assessore ai servizi sociali del Comune di Firenze Sara Funaro. Tra i numerosi interventi, i direttori dei dipartimenti di salute mentale delle tre Asl toscane, esperti del settore e le help lines nazionali Telefono Amico Italia e Telefono Azzurro.

Il suicidio in Toscana

In Toscana la media del numero di suicidi è in linea con l’andamento nazionale (circa 7 casi per 100.000 abitanti), ma la crisi economica, insieme ad altri fattori di rischio legati alla società che muta nel tempo, cambia radicalmente l’approccio al tema in ambito preventivo. È per questo motivo che la Toscana ha intrapreso un percorso di intervento su tutto il territorio regionale, che mira ad intercettare i casi a rischio, tenendo presenti tutti i fattori di rischio correlati, tra cui isolamento sociale, disagio psichico, dipendenze, bullismo.

Il Centro di Ascolto Regionale in rete con i servizi per la prevenzione del suicidio

La Regione Toscana per questo ha attivato ormai da anni un numero verde regionale gestito dal Centro di Ascolto Regionale 800-098718, dove dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18 rispondono psicologi psicoterapeuti pronti ad accogliere la richiesta di aiuto della persona o familiare in difficoltà e con problematica suicidaria e favorire una presa in carico territoriale adeguata. È solo facendo rete, mettendo insieme le professionalità e ottimizzando al massimo le strutture che ogni giorno sul territorio prendono in carico situazioni disagiate o a rischio, che si fa vera prevenzione.

L’accordo Regione Toscana – Anci

L’attività regionale di prevenzione del disagio sociale, e del suicidio in particolar modo, si chiama “Reti della Salute”, frutto di un accordo di collaborazione tra Regione Toscana e Anci Toscana (Delibera 848 del 31-07-2017), finalizzato allo svolgimento di numerose azioni in materia sociosanitaria e della sanità territoriale, mettendo sempre più in sinergia il Centro di Ascolto Regionale con le Botteghe della Salute, i servizi di Salute Mentale, il Servizio Civile, Terzo Settore e i Comuni. Questo modello di intervento a rete resta ad oggi uno dei pochi (se non l’unico) su scala nazionale.

Il fenomeno nel mondo

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno nel mondo circa un milione di persone muoiono per suicidio, questa è la seconda causa di morte tra le persone di età compresa tra i 15 ei 29 anni. Ci sono indicazioni che, per ogni adulto che si è suicidato, si verificano altri 20 tentativi di suicidio. Questi numeri rappresentano un tasso di mortalità nel mondo per suicidio di 14,5 su 100.000 abitanti. In molti paesi industrializzati il suicidio può essere la seconda o terza causa di morte tra gli adolescenti e i giovani adulti.

Il suicidio, fenomeno complesso ma prevenibile

Il comportamento suicidario è un fenomeno complesso e solitamente una sola causa non è sufficiente a spiegare un atto suicidario. Durante gli ultimi tre decenni la raccolta di fattori di rischio per il suicidio ha evidenziato cause biologiche, culturali, psicologiche, contestuali che possono influenzare il rischio di suicidio. Ma allo stesso tempo, uno dei dati certi è che i suicidi sono prevenibili. È richiesta una strategia globale di prevenzione multisettoriale. Aiutare si può.

Necessario sviluppare strategie di prevenzione

A livello globale è necessario sviluppare la consapevolezza che il suicidio è una delle cause di morte che più di ogni altra può essere prevenuta attraverso strategie preventive ad hoc e delineando i punti chiave e le linee guida su scala nazionale. È necessario informare, far conoscere, ma anche mettere in relazione i numerosi programmi di prevenzione attualmente attivi con i risultati delle ricerche e le attività collocate localmente nei vari strati della comunità: sono questi alcuni aspetti da cui partire per contribuire a ridurre il numero delle vittime.

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