Sul fiume Frigido il parco fluviale torna ai suoi splendori

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MASSA CARRARA – I lavori in corso sul Fiume Frigido, e sul fosso della Taglia, sono la dimostrazione di come l’impegno per la sicurezza idraulica e ambientale, e la cura del territorio, possono diventare un veicolo importante per il rilancio economico del nostro territorio.

Ne sono convinti il sindaco di Massa Alessandro Volpi e il presidente del Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord Ismaele Ridolfi: che stamani (martedì 6 settembre), assieme ai tecnici, hanno realizzato un sopralluogo sul cantiere, che proprio l’Ente consortile sta portando avanti su questa fondamentale arteria idraulica. All’appuntamento ha partecipato anche il vicepresidente consortile Enrico Bertelli.

All’opera ci sono 16 operai, tutti della provincia di Massa-Carrara: di età eterogenea (dai 30 ai 60 anni), che sono stati assunti per dieci mesi dal Consorzio, al termine di una articolata selezione pubblica, proprio per completare questo intervento. Si tratta di persone tutte da tempo inattive e che (come richiedeva il bando della selezione) erano poste al di fuori di qualsiasi forma di ulteriore sostentamento economico pubblico o di ammortizzatore sociale. I lavori sono possibili grazie ad un apposito stanziamento della Regione Toscana e al cofinanziamento di Consorzio e Comune: complessivamente sul territorio sono investiti 195mila euro, che oltre a garantire per quasi un anno un reddito a 16 famiglie, consentono di rendere il Fiume Frigido più sicuro e fruibile. Ad essere portata avanti, infatti, è un’attività dalle caratteristiche strutturali: la pulizia straordinaria dell’alveo e delle sue pertinenze, della pista ciclabile e dell’area pedonale; la raccolta dei rifiuti presenti (tra cui anche materassi, reti e ferraglia); la realizzazione di alcune opere di ingegneria naturalistica, come briglie; il recupero e l’implementazione di una staccionata in castagno, che delimiterà su entrambi i lati la pista ciclabile, nel tratto dall’obelisco fino al mare. L’impegno dei 16 operai si somma a quello realizzato dalle squadre consortili, che quest’anno si è potuto così concentrare sulla pulizia degli argini del Frigido, ripetuto addirittura in tre distinti periodi.

“Questa è un’area in cui il declino industriale e produttivo fa il paio con un territorio fragile e complesso, anche dal punto di vista idraulico – sottolinea il presidente del Consorzio Ridolfi – Queste due criticità, invece che sommarsi, possono rappresentare una doppia opportunità: è l’idea che abbiamo avuto, quando abbiamo pensato di investire sulla cura del territorio e sulla sua sicurezza, anche per creare nuova occupazione. Il cantiere sul Frigido è la dimostrazione che investire sul territorio può diventare, a tutti gli effetti, che una straordinaria occasione di lavoro. Agli operai, oltre al lavoro, stiamo garantendo anche una formazione continua: crediamo questa possa essere per loro un’occasione per costruirsi una nuova professionalità, capace di rappresentare un’occasione vera per un futuro più sereno”.

“Questa è davvero una bella notizia per il nostro territorio – commenta il sindaco Volpi – Si tratta di un progetto importante, che abbiamo costruito tutti assieme: Comune, Consorzio e Regione. Per i nostri concittadini coinvolti, e per le loro famiglie, è sicuramente una bella opportunità; sono infatti state selezionate persone che da tempo risultavano espulse dal mercato del lavoro: questo è uno strumento che dà a loro speranza. Ma è tutta la cittadinanza a trarre vantaggio da un tale investimento: il fiume Frigido torna ad essere più sicuro e quindi più fruibile. In Municipio ci erano stati segnalati in zona, soprattutto nelle ore dell’imbrunire, la presenza di giri strani e poco edificanti: rendere più pulita la pista ciclabile e l’area pedonale permette così ridare ancora più vita al parco fluviale. E più cittadini frequentano e vivono questi posti, più essi sono sicuri”.

Anche per il 2017 il Consorzio e il Comune hanno avanzato alla Regione una nuova richiesta per ottenere un finanziamento analogo: e sono davvero buone le possibilità che l’intervento possa essere ripetuto.

I più soddisfatti del progetto, oggi, sono naturalmente i lavoratori coinvolti.

Tante le loro storie e variegate le loro vite: identica, oggi, è la speranza ritrovata.

Simone, 46 anni con un figlio, non lavorava da oltre un anno: “Non è solo il reddito a rendermi oggi più felice – spiega – Finalmente sono tornato a rendermi utile: non è facile stare tutto il giorno senza fare niente. Ed è anche bello lavorare e sudare per qualcosa che sai tutti vedranno, e di cui potranno usufruire nella loro vita quotidiana”.

Giampaolo ha invece 60 anni, ed era fermo da tre. “Non ho famiglia – racconta – Ed è davvero dura andare avanti da solo. Oggi però ho di nuovo il sorriso. E spero che a queste occasioni ne seguiranno altre”.

Angelo, infine, ha 56 anni, e fino al 2008 lavorava all’Eaton. “Per 25 anni è stata la mia famiglia, ero addetto alle macchine – ricorda – Poi un bel giorno ci hanno detto che delocalizzavano in Polonia, e che dovevamo andare a casa. Ho avuto diritto a due anni di cassa integrazione, a due anni di mobilità ordinaria e un anno di mobilità in deroga. Dal 2013 non avevo più alcuna fonte di reddito: anche mia moglie e mia figlia sono disoccupate, e per tre anni siamo sopravvissuti grazie alla pensione di mia suocera. Cosa rappresenta per me questo lavoro? Significa, dopo tanto tempo, respirare di nuovo un’aria di normalità”.

 

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