Sulla Concordia è scontro tra Rossi e Gabrielli

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“Gabrielli è schierato dalla parte degli armatori. Basta con gli inchini a Costa Crociere”, questa la frase forte e sarcastica con cui il governatore toscano Enrico Rossi ha messo in piazza il suo scontro con Franco Gabrielli, commissario per l’emergenza che, secondo Rossi, starebbe premendo per portare la Concordia a Genova sotto pressione della stessa Costa Crociere. La rabbia del governatore è comprensibile visto che lui stesso ci ha più volte messo la faccia sullo smantellamento del relitto nel porto di Piombino, un affare da milioni di euro che avrebbe un impatto positivo sull’economia della cittadina toscana. Qualora la Concordia finisse a Genova sarebbe, per lui, una pesante sconfitta personale, eccolo quindi a lottare con le unghie e con i denti anche per consolidarsi in vista delle elezioni regionali del prossimo anno. Dal canto suo Gabrielli, capo della protezione civile, ha risposto con un lapidario “nessuno fa inchini: io e l’intera struttura commissariale da oramai due anni e mezzo lavoriamo sempre e solo nel solco di quanto, di volta in volta, stabilisce il Governo”.

Sullo sfondo dello scontro c’è la conferenza dei servizi di oggi, che dovrà istruire l’affidamento dei cantieri per lo smantellamento del relitto, che è previsto per la metà di luglio. In lizza, come detto, Piombino e Genova, con la seconda soluzione che nonostante l’altissima percentuale di rischio continua ad avere una buona base di consensi, anche perché sollecitata dalla stessa Costa Crociere, che chiaramente vuole poter smantellare lo scafo nel “suo” porto. Nutrita comunque anche la fronda pro-Piombino che oltre a parlamentari toscani, sindaci e alla Regione, può contare anche su ambientalisti e sul M5S, che non ha però mancato di sottolineare l’improvvisa, ritrovata vena ambientale del Pd toscano.

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