Tentano di allontanarsi con a bordo 30.000 euro di refurtiva, denunciati

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PISA – A pochi giorni di distanza da un precedente controllo nell’area sull’Aurelia dell’ex ditta “Galazzo”, è stato effettuato un nuovo controllo da parte dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile.
In particolare, l’attenzione di una pattuglia è stata attirata quando, nel transitare di fronte all’ingresso dell’ex ditta, un furgone che inizialmente stava girando nella stessa direzione dei militari, alla vista dell’autoradio ha compiuto una manovra dalla quale si è potuta chiaramente notare la volontà di allontanarsi il più possibile dai Carabinieri.
Il furgone bianco, targa rumena, aveva a bordo tre cittadini rumeni di origini rom, tutti già denunciati più volte da Carabinieri e Polizia per l’occupazione abusiva dell’ex stabilimento e tutti più che conosciuti in quanto normalmente autori di reati contro il patrimonio.
All’atto del controllo, i tre hanno manifestato un certo nervosismo, pur essendo normalmente abituati a essere controllati da pattuglie delle forze dell’ordine; ciò ha portato i due Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile ad approfondire il controllo, facendo aprire il vano di carico del furgone, nel quale sono stati rinvenuti numerosissimi infissi e alcuni termosifoni.
Uno dei due militari si è ricordato di aver da poco visionato una denuncia nella quale venivano segnalati come rubati degli infissi del tutto simili a quelli trasportati dai tre rom che pertanto, per ulteriori accertamenti, sono stati portati in caserma, unitamente al mezzo ed al suo carico.
Nel mezzo sono stati rinvenuti alcuni arnesi ritenuti atti allo scasso, tra i quali guanti e piede di porco.
Parte della refurtiva, del valore complessivo di circa 30.000 euro, è stata riconosciuta da una persona di Pisa, alla quale gli era stata sottratta pochi giorni addietro.
I tre rumeni sono stati pertanto denunciati per ricettazione e porto di arnesi atti allo scasso, mentre il mezzo è stato sequestrato in applicazione della normativa ambientale che impone, per coloro che intendono trasportare rifiuti ferrosi, particolari autorizzazioni, a pena di una sanzione e del sequestro del veicolo.
Il curatore fallimentare dell’ex area industriale, residente nel nord Italia, ha più volte in passato sporto querela per l’occupazione non autorizzata dei luoghi una volta appartenuti alla “Galazzo”: sono stati quindi compiuti alcuni interventi sugli edifici più grandi, murando le finestre al piano terra per evitare l’occupazione degli stessi, ma le protezioni realizzate con dei mattoni, vengono spesso distrutte da chi vuole utilizzare gli edifici come ricovero per la notte o come punto appartato per compiere le proprie attività.
In precedenza alcuni edifici sono stati occupati da spacciatori tunisini, che approfittavano dell’area per dormire e dei vasti spazi aperti per nascondere sostanza stupefacente.

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