Tentano di rubare un motociclo e finiscono in carcere

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LIVORNO – Due  le pattuglie inviate in via Giordano Bruno dopo la segnalazione arrivata al 113 del  tentativo di  furto di un motociclo. Gli operatori giunti celermente sul posto procedevano al fermo di due persone tali H. Z., tunisino di 29 anni e L.P.a livornese di 50.

Nel frattempo, gli operatori prendevano contatti con la richiedente, una donna rumena, la quale mentre si trovava all’interno della sua abitazione , affacciatasi alla finestra prospiciente il cortile del condominio, notava una donna  indossante un casco grigio, leggins neri, salire sul motociclo della suocera parcheggiato in corrispondenza dell’ingresso del palazzo. Il tutto sotto indicazione di un uomo , che si trovava poco distante da lei

Passato l’attimo di sorpresa e, realizzato cosa stava accadendo, la richiedente  gridava all’indirizzo della stessa di lasciar stare il motorino e si precipitava in strada cercando di bloccare la donna che stava effettuando manovra con il veicolo in moto per uscire dal cortile.

La donna, resasi conto dell’impossibilità di prendere il veicolo, scendeva dal mezzo togliendosi il casco e gettandolo a terra e implorava la richiedete di non chiamare la polizia.

La richiedente, per niente impietosita dall’atteggiamento della donna, cercava di trattenerla in attesa della pattuglia ma veniva spintonata e graffiata sull’avambraccio dx. Impaurita, desisteva nel trattenere la donna che si ricongiungeva con l’uomo, che nel frattempo era rimasto a guardare il tutto, per allontanarsi dal luogo del fatto inseguiti dalla richiedente fino all’arrivo della polizia che li bloccava.

Entrambi risultavano avere molteplici precedenti penali e di polizia inerenti reati contro il patrimonio, la persona e gli stupefacenti; inoltre l’uomo risultava avere in atto un obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria presso i Carabinieri di Livorno Centro.

Per quanto accertato i due venivano tratti in arresto per il reato di rapina impropria in concorso.   Lui veniva condotto presso la locale Casa Circondariale di Livorno, mentre la donna veniva associata al carcere di Sollicciano.

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