Tentano il furto nell’abitazione di un giudice, arrestati dalla Polizia

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LUCCA – Tentano il furto nell’abitazione di un giudice, arrestati dalla Polizia

I malviventi hanno cercato di mettere a segno un colpo colpito nell’abitazione del dottor Antonio Mondini, ma grazie al tempestivo intervento delle volanti dirette dal vice questore aggiunto Leonardo Leone, la loro fuga è durata ben poco.

Il fatto è accaduto ieri, poco dopo le 14,  e la Sala Operativa del 113 della Questura di Lucca  ha inviato una pattuglia della Squadra Volante  in viale San Concordio per un sopralluogo relativo a un furto in un appartamento. Gli agenti, che in quel momento si trovavano a poca distanza, nel giungere sul posto, in lontananza, a circa 100 metri dal civico segnalato, hanno notato due individui che correvano uno accanto all’altro, in direzione viale Europa. Durante la fuga uno dei due si è privato di una borsa, successivamente recuperata dai poliziotti, che conteneva numerosi oggetti atti allo scasso, come grimaldelli, chiavi alterate e scalpelli da legno, oltre ad un paio di guanti. I due sono stati raggiunti e bloccati.

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Al controllo i manigoldi hanno riferito di non conoscersi, ma sono stati subito smentiti poiché dai terminali è risultato che erano stati fermati altre volte insieme in altre città. Gli operatori hanno fatto salire i due sulla pantera e sono passati dal condominio dove ad attendere la Volante c’erano i signori che avevano chiamato il 113 i quali hanno riconosciuto i ladri quali autori del furto nel loro appartamento.

Accompagnati in Questura, sono scattate le manette ai polsi .

Un secondo equipaggio della Squadra Volante, con la polizia Scientifica, ha invece effettuato il sopralluogo presso l’appartamento, constatando che la porta di ingresso non era stata forzata ma aperta con una chiave alterata. All’interno era stato messo tutto a soqquadro e gli oggetti di valore erano stati assemblati dentro due borsoni, successivamente  abbandonati sul pianerottolo perché scoperti. Nel ricostruire i fatti si è appreso che sullo stesso piano del palazzo vi sono due appartamenti di proprietà di un signore e del figlio. Verso le 14 uno dei due soggetti fermati aveva bussato alla porta dell’appartamento del padre chiedendo indicazioni pretestuose, al solo fine di verificare se in casa ci fosse qualcuno. Qualche minuto dopo il figlio, che si trovava all’interno dell’appartamento del padre, notava che il telefono cordless era spento e poiché detto apparecchio telefonico si disattiva quando la base che si trova nel suo appartamento viene privata di corrente elettrica, insospettito, si è recato all’interno del suo appartamento, constatando che era stato “visitato”. Perciò ha subito chiamato il 113, notando dalla finestra i due che si allontanavano.

Georgiy Emtsov,  del 1990 e inottemperante a decreto di espulsione, e Radomir Darida, Ceco del 1982, con precedenti penali e un ordine  di allontanamento per motivi non imperativi di Pubblica Sicurezza, con intimazione a lasciare l’Italia, sono stati processati per direttissima:  il giudice li ha sottoposti custodia cautelare in carcere e gli atti per il giudizio saranno trasmessi al tribunale di Genova competente a giudicare poiché la parte offesa nel procedimento è un magistrato del Tribunale di Lucca.

1 comment

  1. Luigi Lugnani 8 luglio, 2014 at 19:40 Rispondi

    Ma guarda che strano !!! La vittima era un giudice ed è l’unica volta che le forze dell’ordine inseguono e acciuffano i ladri!

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