Terme di Montecatini, Mugnai (FI) all’attacco: “Dalla Regione disattese le promesse elettorali per un intervento finanziario”

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REGIONE TOSCANA – Durante la campagna elettorale la Regione governata da Enrico Rossi aveva parlato, per le Terme di Montecatini, «di un intervento finanziario di circa 50 milioni di euro»; dopo le elezioni, la Regione governata da Enrico Rossi «ha optato alla dismissione delle quote nelle società partecipate». Perché? E a questo punto: «Saranno rispettati gli impegni preelettorali? Sarà modificato il Documento economico e finanziario regionale (Defr) 2016 prevedendo un capitolo di spesa ad hoc per il complesso termale di Montecatini»? Non è che una parte, quella appena enunciata, dei quesiti oggetto di un’interrogazione appena depositata dal Capogruppo di Forza Italia Stefano Mugnai alla luce delle ultime dichiarazioni della giunta regionale sulle Terme di Montecatini e della finanziaria regionale che sta per approdare al vaglio del Consiglio regionale. Se c’è qualcosa da cambiare, insomma, va fatto subito, ed è per questo che Mugnai stringe il governo regionale sulla questione, chiedendo tra l’altro anche «il valore del patrimonio immobiliare interessato dalla “permuta” tra il Comune di Montecatini e la Regione».
Il tutto non prima di avere inquadrato la vicenda con quanto figura nella proposta di delibera 81 contenente il Defr 2016. Qui, riporta Mugnai nel suo atto, «nella relazione tecnica si ritrova la volontà espressa della Regione alla dismissione di società non strategiche» tra cui, appunto, le Terme di Montecatini. Dall’operazione, che dovrebbe avvenire entro la fine del giugno 2017, la Regione prevede di incassare 22.724.987 euro, ma resta aperta la questione del patrimonio del Comune di Montecatini, «rappresentato – si legge nell’interrogazione – dalle azioni della Società Terme e oggetto di impoverimento nell’aumento di capitale sociale effettuato al valore nominale e sottoscritto a tale titolo dalla Regione, a discapito del patrimonio comunale per almeno 16 milioni». Rispetto alle promesse preelettorali, insomma, c’è una bella differenza…

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